Storia della Speedy Bag Louis Vuitton di Michele Vignali

Louis-Vuitton-Speedy-Bag

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Care amiche appassionate di It-Bags, oggi parleremo della meravigliosa storia della borsa Speedy di Louis Vuitton.

Tutto ebbe origine quasi per caso, negli anni Venti, quando la maison francese decise di realizzare un modello più piccolo e compatto del borsone da viaggio Keepall.

Nacque una nuova forma di borsa, destinata a diventare molto più che un semplice modello. Come spesso accade, indispensabile fu l’aiuto delle celebrities che cominciarono a sfoggiarla nelle occasioni mondane. In particolare Audrey Hepburn, divenne inseparabile dalla sua Speedy in stampa Monogram a due iniziali: L e V.

In brevissimo tempo il mito della Speedy divenne mondiale e si diffuse praticamente in ogni parte del globo, consacrandola nell’Olimpo delle it-bags. Negli anni Sessanta, il modello subì diverse modifiche per dimensioni e misure. Quello attuale conta 5 modelli: Speedy 40, la più capiente e dalle dimensioni supersize; Speedy 35 e Speedy 30, leggermente più piccole; Speedy 25, la misura perfetta e quella più venduta in assoluto e infine Mini HL, versione micro della Speedy adatta a contenere soltanto il minimo indispensabile.

Come gran parte delle borse Louis Vuitton, la Speedy si contraddistingue per il suo lucchetto dorato, con il quale è possibile sigillare la cerniera. All’interno si nasconde una tasca piatta applicata sulla fodera in velluto, mentre i manici in vacchetta naturale sono arrotondati.

La Speedy resiste negli anni alla concorrenza spietata delle altre borse che cercano di riproporre le sue proporzioni perfette, ma il caro vecchio Monogram non può restare sempre uguale a sé stesso per sopravvivere. È questo forse che deve aver pensato Marc Jacobs quando, alla direzione artistica del marchio, decide di creare un vero e proprio restyling permanente del canvas monogrammato che vede sempre la Speedy come protagonista.

Inizia così l’epoca delle grandi collaborazioni, che vedrà Jacobs cooperare con tantissimi artisti e designer contemporanei. importantissima quella tra Marc Jacobs e l’artista street Stephen Sprouse, il quale realizzerà nel 2001 la prima collezione Monogram Graffiti. Nel gennaio di quest’anno Jacobs ha invece realizzato la Stephen Sprouse Collection in onore dell’artista scomparso nel 2004, “decorando” il Monogram con le sue tags e le sue rose fluorescenti.

stephen-sprouse-louis-vuitton-green-2009

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Merita menzione il connubio con l’artista nipponico Takashi Murakami, il quale creerà una serie pressoché infinita di varianti del Monogram: Multicolor, che trasforma il Monogram con base nera e bianca e simboli in colori accesi, quasi come se fosse un vero e proprio negativo; Cerises, la famosissima versione con le ciliegie; Cherry Blossom con cui decora il Monogram di fiori di ciliegio, e infine la più recente Monogramouflage, che trasforma il pattern in una vera e propria tela mimetica.

Altre collaborazioni recenti sono state quelle con Richard Prince per il Monogram Watercolor e con Rei Kawakubo, art director di Comme des Garçons, che ha realizzato una stravagante versione della Speedy con ben quattro coppie di manici. Restyling illustri pensati da Jacobs sono stati invece nel 2006 la Speedy Perforation, dove il canvas monogrammato viene letteralmente profanato con fori e buchi dappertutto, e la Multicolor Franges, ispirata ai costumi di Elvis Presley. La collezione autunno-inverno 2006/2007 vede protagonista invece la Speedy Miroir, dove il Monogram diventa prezioso nei colori oro e argento.

Anche durante le sfilate la Speedy è stata protagonista di restyling: esempi sono la Speedy Cube, protagonista della collezione A/I 2008-2009, mentre durante le ultime sfilate di Parigi abbiamo visto la meravigliosa Speedy a “scaglie” di tessuto in canvas Monogram Mini Lin. Sino all’ultima collezione in cui compare la scritta a stampa ‘’SUPREME’’ dell’azienda americana che dal 1994 produce capi d’abbigliamento sportivo famosi in tutto il mondo.

La borsa Speedy di Louis Vuitton è intrisa di storia tra passato, presente e futuro, affermandosi per sempre nel panorama degli accessori must have, adattandosi alle nuove tendenze e diventando un’intramontabile it-bag a cui non abbiamo mai saputo rinunciare.

di Michele Vignali

michelevignali.wordpress.com

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