Storia della Festa della Donna di Michele Vignali

Fonte Immagine Firenzetoday

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L’otto marzo si celebra la Festa della Donna per ricordare le conquiste sociali e politiche. Un’occasione per rafforzare la lotta contro le discriminazioni e le violenze ma è anche un momento di riflessione su quello che ancora deve essere fatto. Stiamo vivendo un momento difficile, in cui sempre più donne sono vittime di violenza. Tale ferocia e aggressività colpisce troppe volte per cause ‘’ stupide’’ e ingiuste. Sì perché nessun uomo può decidere di spezzare la vita, le ali, i sogni e soprattutto la libertà individuale.

Ma ci ricordiamo l’origine di questa festa? Forse no. “Evviva le donne” non è solo uno slogan ma un messaggio più profondo che deriva da un passato purtroppo macchiato di rosso e non di giallo mimosa.

La Giornata Internazionale della Donna nacque infatti ufficialmente negli Stati Uniti il 28 febbraio del 1909. A istituirla fu il Partito Socialista Americano, che in quella data organizzò una grande manifestazione in favore del diritto delle donne al voto. Successivamente tra il novembre 1908 e il febbraio 1909 migliaia di operaie di New York scioperarono per diversi giorni per chiedere un aumento del salario e un miglioramento delle condizioni di lavoro.

La prima giornata a favore delle donne viene istituita nel 1910 dall’VIII Congresso dell’Internazionale socialista.  Qualche anno più tardi Il 25 marzo del 1911 nella fabbrica Triangle di New York si sviluppò un incendio e 146 lavoratori (per lo più donne immigrate) persero la vita. Questo è probabilmente l’episodio da cui è nata la leggenda della fabbrica Cotton. Da quel momento in avanti, le manifestazioni delle donne si moltiplicarono. In molti Paesi europei, tra cui Germania, Austria e Svizzera, nacquero delle giornate dedicate alle donne.

Era l’8 marzo 1917 quando le donne di San Pietroburgo scesero in piazza per chiedere la fine della guerra, dando così vita alla «rivoluzione russa di febbraio». Fu questo evento a cui si ispirarono le delegate della Seconda Conferenza Internazionale delle donne comuniste a Mosca che scelsero proprio questa data per istituire la Giornata Internazionale dell’Operaia.

In Italia la Festa della Donna iniziò a essere celebrata nel 1922 con la stessa connotazione politica e di rivendicazione sociale. L’iniziativa prese forza nel 1945, quando l’Unione Donne (formata da donne del Pci, Psi, Partito d’Azione, Sinistra Cristiana e Democrazia del Lavoro) celebrò la “Giornata della Donna” nelle zone dell’Italia già liberate dal fascismo. L’8 marzo del 1946, per la prima volta, tutta Italia ha ricordato la Festa identificando come simbolo la mimosa, che fiorisce proprio nei primi giorni di marzo, come simbolo della ricorrenza.

Negli anni successivi la Giornata è diventata occasione e momento di rivendicazione dei diritti femminili dal divorzio 1º dicembre 1970 alla contraccezione, fino alla legalizzazione dell’aborto e Legge 22 maggio 1978 di difesa delle conquiste delle donne.

Credo fermamente che sia importante conoscere la storia perché è un modo per ricordare chi siamo e da dove veniamo anche perché questi sono momenti in cui tutti dobbiamo stringerci l’un l’altro per farci forza per lottare e abbattere i muri del sessismo, dell’ignoranza, della paura della debolezza e di quella diversità che non esiste. Forse perché siamo continuamente bersagliati da messaggi sbagliati?

Per questo voglio dire: “Viva le donne” non come uno slogan di moda ma perché credo in loro, nel coraggio e nella forza di volontà. Sarà perché le conosco molto bene, sarà perché sono cresciuto e vissuto in un mondo di donne dove mi hanno insegnato il valore del voler bene agli altri e mi hanno permesso di crescere con una mente aperta. Sono cresciuto con donne di età diverse le mie nonne, mia mamma, mia sorella, le mie amiche e le icone che hanno sempre raccontato se stesse nelle proprie epoche e nei propri traguardi e ricordi, le ho viste, sentite, ascoltate e ammirate per la loro forza, intelligenza e per loro grande cuore.  Penso che il mondo debba essere più rosa e meno nero.

Vorrei un mondo dove una donna incinta possa essere assunta da un’azienda senza destare così tanto scalpore.

Penso che la “politica al maschile” molto spesso, purtroppo, tenda a salvaguardare più i propri interessi. Mi piacerebbe che la prossima Presidente del Consiglio oppure della Repubblica Italiana, fosse una donna ma ci vorrà ancora tempo.

Ecco, vorrei tra qualche anno, ritrovarmi qui alla stessa ora a pubblicare un post su questo blog in cui racconto un nuovo pezzo di storia dove le donne sono protagoniste e il mondo è più rosa.

di Michele Vignali

michelevignaliblog.wordpress.com

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