Radio Sieve: Moda ed emancipazione femminile

Ieri su Radio Sieve è andato in onda il programma Post-it di Tommaso Venturini e durante la mia rubrica abbiamo parlato della Festa della Donna e di come la moda sia andata di pari passo con l’emancipazione femminile.

Per ascoltare il mio intervento potete cliccare su Sound Cloud.

L’8 marzo è la giornata internazionale della donna. Questa ricorrenza si celebra da un lato per ricordare le importanti conquiste politiche, economiche e sociali, dall’altro, per non dimenticare le discriminazioni, gli abusi e le violenze che sono purtroppo ancora molto attuali.

Non è sicuramente una festività ma è più una ricorrenza, che ci deve appunto far riflettere.

Parliamo oggi di Moda ed emancipazione femminile. A volte diamo per scontato il nostro confortevole modo di vestire, eppure, non è stato sempre così. Basti pensare quanto in passato le donne abbiano sofferto fisicamente subendo le convenzioni sociali e i costumi dell’epoca: corsetti strettissimi per ottenere il vitino da vespa; le crinoline che erano gabbie che servivano a mantenere l’ampiezza della gonna, oppure a quanto scalpore potesse suscitare un guanto sfilato in un determinato contesto e bastava davvero poco a una donna essere additata come una “poco di buono”.

Una delle figure più emblematiche che rivoluzionò i canoni stilistici femminili fu negli 20 Coco Chanel che propose dei capi facilmente indossabili, comodi e moderni che interpretavano una donna libera e indipendente.

Successivamente, negli anni ’50 fu Christian Dior a proporre durante le sfilate di Parigi la collezione intitolata “New Look” con capi eleganti e sofisticati ma interpretati stilisticamente con spalle scoperte e scollature molto profonde. Ma la vera rivoluzione avvenne nel 1963 con la minigonna realizzata dalla stilista inglese Mary Quant e poi indossata dalla celebre modella Twiggy.

Più tardi arriveranno i collant, le calze a rete, gli stivali alti in vernice, i top e le zeppe, fino ad arrivare ai giorni nostri.

Per festeggiare la ricorrenza della Festa della Donna, non esiste un vero e proprio look, in quanto sono pienamente d’accordo con la celebre attrice Audrey Hepburn che affermava: “Credo fermamente che il sorriso sia l’accessorio più bello che una donna possa indossare”.

In questo senso qualsiasi capo o accessorio indosserete sarete sempre bellissime.

Comunque posso dare dei consigli utili per un look che possa evocare il senso di libertà, modernità e indipendenza femminile:

Per un Look da sera moderno ho pensato

  • Tutina nera, chiamata generalmente, jumpsuit con uno scollo profondo a V e una décolleté con abbinato un mono orecchino o un accessorio giallo mimosa, da non confondere con un giallo senape perché la tonalità mimosa è più vivace e brillante.

Per ottenere un Look più classico potrete optare per

  • Un pantalone nero o blu modello palazzo o a sigaretta quindi affusolato. Ho pensato al pantalone perché è un capo che è diventato simbolo di emancipazione femminile, che può essere facilmente abbinato ad una camicia di seta leggera ornata con rouches che sarebbero del micro-onde realizzate con il tessuto. A completare l’outfit una giacca tailleur dal taglio maschile.

Per le più giovani invece consiglio

  • Un mini abito di 4-5 dita sopra il ginocchio, quindi non esagerate! Svasato stile anni ’70 con fantasie multicolor e orecchini “a bottone”, in modo da esaltare e slanciare tutta la silhouette.

Se non avete a disposizione accessori giallo mimosa potete giocare con una nail art o una french giallo-nera, oppure con il make up, utilizzare un ombretto giallo alla base sfumando la palpebra inferiore con il nero smocking a finire un filo neutro di lucidalabbra e un bel mascara per ottenere uno sguardo magnetico e seducente.

Ringrazio la staff di Radio Sieve

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