Sanremo2017: i testi più belli di questo festival di M. Vignali

fonte Io Donna

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Si è appena conclusa la 67esima edizione del Festival di Sanremo e ciò che resta è la buona musica interpretata dai grandi artisti sul palco dell’Ariston.

Come ho già avuto modo di scrivere in più occasioni il Festival è molto più di una semplice kermesse televisiva. Questa manifestazione canora è parte integrante della nostra società.

Ogni anno, la canzone italiana sanremese, ha rappresentato uno spaccato sociale, sempre attuale e sul pezzo. Vi invito a leggere il mio approfondimento sul testo della canzone ‘’ Non ho l’età per amarti’’ della Cinquetti (leggi qui l’articolo) che porta anche alla nascita negli anni Sessanta del “Cinquettismo” movimento giovanile a favore di un cambiamento sociale dell’epoca.

L’ultima edizione del Festival che sabato scorso, si è concluso con la proclamazione del vincitore Francesco Gabbani e la sua ‘’Occidentli’s Karma‘’ è da considerarsi molto più di una semplice canzonetta e il suo testo è impegnato e ricco di messaggi come descritto nell’ approfondimento di Alvuela (leggi qui l’articolo) e come ha dichiarato lui stesso nelle innumerevoli interviste

Viste le tante polemiche, ho pensato di analizzare i testi anche delle altre canzoni, così ho selezionato alcune frasi.

’Vietato Morire’’ è il bellissimo testo scritto dal compositore e cantautore Ermal Metal. Una canzone impegnata, dal messaggio profondo e molto attuale che tratta la violenza sulle donne. “Ricordo quegli occhi pieni di vita, e il tuo sorriso ferito dai pugni in faccia’’. Il testo sembra scritto da una donna che ha subito violenza da parte di un uomo possessivo e aggressivo e del dolore del figlio, che ha dovuto assistere a queste terribili scene. La madre dichiara al figlio: ‘’Ricorda che l’amore non colpisce in faccia mai, l’uomo che tu diventerai, non sarà mai più grande dell’amore che dai’’. Successivamente riprende le parole del figlio: “Non ho dimenticato l’istante, in cui mi sono fatto grande, per difenderti da quelle mani, anche se portavo i pantaloncini’’. La frase indica la forza interiore di tutti quegli adolescenti che la vita fa crescere in fretta e che si trasformano velocemente in adulti per prendere le difese della propria madre. La canzone invita a trovare la forza di dire “Basta! Non è tardi per ricominciare, scegli una strada diversa e ricorda che l’amore non è violenza, ricorda di disobbedire e ricorda che è vietato morire’’. Un vero e proprio inno alla non violenza, un invito a restare uniti e denunciare questi fatti, per combattere questa profonda ferita sociale sempre presente, purtroppo, sulle pagine di cronaca nera.

Un altro meraviglioso messaggio positivo, tutto al femminile, ci arriva da Paola Turci con la canzone ‘’Fatti bella per te‘’. Si tratta di un testo autobiografico in riferimento all’ incidente d’auto, che le ha sfigurato il volto, subendo numerosi interventi per poter recuperare la propria immagine. Quando l’ho ascoltato per la prima volta ho pensato a Lucia Annibali vittima di violenza che per mano di un uomo che diceva di amarla ha assunto un sicario per lanciarle dell’acido al viso. Se per la Turci è stato un incidente per l’Annibali è stata violenza. Entrambi sono molto simili, perché il dolore provato nel non riconoscere più la propria immagine allo specchio è immenso. ‘’E dentro hai una confusione, hai messo tutto in discussione, sorridi e non ti importa niente, niente se un’emozione ti cambia anche il nome, tu dalle ragione, tu dalle ragione, se anche il cuore richiede attenzione, tu fatti del bene, tu fatti bella per te, per te, per te’’. Non è certo facile andare avanti, sentirsi belle in un altro volto e ricominciare. Sfigurare il volto di una donna è una ferita indelebile, significa colpirla nel sorriso, nel suo modo di essere, nella sua espressività.

La canzone di Fiorella Mannoia è un inno alla vita ‘’ Che tu sia Benedetta’’. Quando ho ascoltato questo brano in prima serata, ho sentito un colpo al cuore, sono riaffiorati alla mente i momenti più difficili della mia vita che con forza, volontà e costanza ho superato a testa alta puntando sempre a ciò che mi facesse essere felice. Ho pensato a tutte quelle persone che hanno perso il lavoro e per la disperazione si sono tolti la vita. A chiunque abbia perso una persona cara, alle vittime del terremoto, a quelle degli attentati, alle donne violentate, ai bambini che hanno subito violenza e vittime di bullismo, a chi ha sbagliato e chi lo farà ancora, a quelle persone che vengono discriminate perché diverse. Questo testo è una vera poesia, interiorizziamolo, ascoltiamolo, ripetiamocelo e facciamoci forza ‘’A chi trova se stesso nel proprio coraggio, A chi nasce ogni giorno e comincia il suo viaggio, A chi lotta da sempre e sopporta il dolore,Qui nessuno è diverso nessuno è migliore. A chi ha perso tutto e riparte da zero perché niente finisce quando vivi davvero, A chi resta da solo abbracciato al silenzio, A chi dona l’amore che ha dentro, Che sia benedetta, Per quanto assurda e complessa ci sembri la vita è perfetta, Per quanto sembri incoerente e testarda se cadi ti aspetta, E siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta, A tenersela stretta, Che sia benedetta’’.

C’è anche chi, come Fabrizio Moro, cantautore ha presentato la sua canzone ‘’ Portami Via’’ dedicata al figlio. Una canzone che parla della vita analizzando i vari disagi che comporta e che dovremmo affrontare: paura del futuro, confusione, insicurezza. ‘’Tu portami via, dalla convinzione di non essere abbastanza forte, quando cado contro un mostro più grande di me, consapevole che a volte basta prendere la vita così com’è’’. Il portami via evoca la speranza di un mondo migliore. Come nel testo di Fiorella Mannoia ci incita ad essere forti e ad avere una meta per andare avanti. ‘’Se c’è un muro troppo alto per vedere il mio domani e mi trovi lì ai suoi piedi con la testa fra le mani, se fra tante vie d’uscita mi domando quella giusta chissà dov’è, Chissà dov’è’’

Michele Bravi, ragazzo giovane e talentuoso, canta sul palco dell’Ariston un testo dedicato ai ragazzi di oggi: la paura di commettere errori, incertezza del futuro, l’assenza di miti e dei sani valori. Molto spesso i giovani tendono “come Icaro” a bruciare le tappe per sentirsi più sicuri, maturi, già pronti nell’essere adulti, eppure, ci sono vuoti immensi da colmare. Il voler cercare a tutti costi punti di riferimento, che portano i giovani, a vivere amori sbagliati, che li fanno soffrire o cedere alle tentazioni dei coetanei alla ricerca di una droga che possa alleviare le ferite interiori. ‘’Ho giocato con il fuoco, e qualcuna l’ho anche vinta, ma ci è mancato poco, mi giocassi anche la vita, ho lasciato troppe volte, la mia impronta sopra il letto, senza preoccuparmi troppo, di cosa prima avevo detto, Ho guardato nell’abisso, di una mattina senza alba, senza avere un posto fisso, o qualcuno che ti salva’’.

Clementino con la canzone ’’Storie di Ragazzi Fuori’’ racconta uno spaccato sociale di molti adolescenti che passano più tempo fuori casa, sballandosi tra droghe, discoteche e locali notturni. Molto spesso i giovani sono costretti ad assumere comportamenti sbagliati, pur di essere accettati dal gruppo. A volte, è necessario subire abusi per sentirsi superiori e all’altezza. ‘’ Resto fino a quando sorriderai, tra le luci del mattino e poi, Questa non è l’aria che respirerai, ricordi quando eravamo noi, Resto fino a quando sorriderai, non ti sveglio in questo sogno, Scriverò sui muri della mia città, storie di ragazzi fuori, Storie di ragazzi fuori, Le mie storie di ragazzi fuori, Storie di ragazzi fuori, Eravamo noi, dove eravamo noi, Storie di ragazzi fuori’’.

La musica è il modo più veloce per comunicare, perché arriva a tutti in modo diverso. È un messaggio di speranza, di forza, coraggio, per andare avanti e cercare di colmare vuoti provocati dalla stessa società. È un messaggio che punta all’anima per rafforzare la sensibilità e continuare a sognare, credere nei propri ideali, battersi per un mondo migliore, unire le voci all’unisono perché ‘’l’unione fa la forza’’. Diventiamo messaggeri di positività.

di Michele Vignali

https://michelevignaliblog.wordpress.com/

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