Cenni storici del Festival di Sanremo: fenomeno sociale italiano

Manca pochissimo alla 67esima Edizione del Festival di Sanremo, condotto quest’anno da Carlo Conti e Maria De Filippi.  Eppure, molti, ignorano l’importanza di questa kermesse canora che non solo ha segnato la storia della musica ma quella del costume e della moda.

Perché Sanremo è Sanremo? Nell’immaginario collettivo popolare, il Festival può essere considerato, un’istituzione, parte integrante del patrimonio artistico-culturale italiano in quanto fenomeno sociale. Brani come “Non ho l’età” di Gigliola Cinquetti (Clicca qui); “Grazie dei fiori” di Nilla Pizzi o “Nel Blu dipinto di blu” del grande Domenico Modugno, sono diventati brani iconici, indimenticabili e ancora attualissimi.

Ma come nacque l’idea del Festival? Era il 1951 e la città di Sanremo, era dissestata dai bombardamenti. Il Teatro Comunale era andato distrutto e la guerra era finita da poco. La città ligure, sentiva l’esigenza di un rilancio turistico e floricolo. Pier Bussetti, l’allora direttore del Casinò con la collaborazione del Maestro Giulio Razzi e della Rai, proposero un progetto, con cadenza annuale, per una gara canora. Ancora era la Radio ad essere protagonista ma tra il 29 e il 31 gennaio del 1951, Nunzio Filogamo presentò il primo Festival della Canzone Italiana. L’orchestra diretta di Cinico Angelini, esegue 20 canzoni. L’edizione venne vinta dal brano “Grazie dei fiori” di Nilla Pizzi.

Ma solo nel 1955, il Festival si trasforma in un fenomeno televisivo: le telecamere della Rai si collegano con il Casinò e per la prima volta esordisce un interprete romano, originario del quartiere di Trastevere, Claudio Villa che interpreta il brano “Buongiorno Tristezza” in coppia con Tullio Pane. Il pubblico che veniva ripreso dalle telecamere, era lo stesso presente al Casinò e la scenografia evocava quella di un caffè dall’atmosfera sofisticata ed elegante. La suggestiva visione del benessere, successiva al dramma della guerra, evocava il desiderio nella mente dell’italiano medio, di ricostruire un passato distrutto, con la consapevolezza di poter ricominciare a vivere e riscoprire gli aspetti ludici del piacere attraverso le prime trasmissioni televisive. Non tutti potevano permettersi la televisione e quindi si organizzavano delle comunità di amici e parenti per condividere questi aspetti.

Merita menzione l’edizione del 1958, che segnerà definitivamente la Storia del Festival e in cui nasce il mito di Domenico Modugno. Il brano “Nel blu dipinto di blu”, diventa la colonna sonora del Festival e viene ribattezzato dal grande pubblico italiano e internazionale con “Volare”. La canzone fu interpretata anche da Johnny Dorelli ma la versione cantata da Modugno segnò un successo senza precedenti, tanto da sconfinare ed essere apprezzata all’estero.

L’edizione del 1967 verrà ricordata purtroppo per una pagina di cronaca nera e gli avvenimenti tragici che ne conseguirono. Luigi Tenco, compagno di Dalida, propone il brano “Ciao Amore ciao” ma sul palco, qualcosa non va, appare depresso e addolorato e il suo brano viene eliminato. Appresa la notizia Tenco si toglie la vita con un colpo di pistola alla tempia nella sua camera d’albergo, lasciando un biglietto con un messaggio di accusa al sistema di selezione delle canzoni. Dalida non si riprenderà mai da questo shock e nel 1987 morirà suicida a sua volta. La manifestazione canora andò avanti e vinse Claudio Villa con il brano “Non pensare a me” in coppia con Iva Zanicchi.

Ma nonostante tutto, ogni anno, il Festival di Sanremo tra, gossip, polemiche, scandali, flop di ascolti e audience altissime, è sempre riuscito ad attrarre, come un catalizzatore sociale, l’attenzione dei media.

Merita dunque menzione il “Signor Sanremo” Pippo Baudo, che ebbe il merito non solo di presentare diverse edizioni del Festival ma di scoprire talenti canori e interpreti diventati famosi in tutto il mondo: Vasco Rossi, Zucchero, Eros Ramazzotti, Laura Pausini e tantissimi altri.

Sanremo ha sempre rappresentato uno specchio sociale, uno spaccato italiano, il cui spirito è andato sempre più affievolendosi a causa della crisi, per un tasso di disoccupazione giovanile altissimo, accuse di sperperi per la realizzazione di una trasmissione televisiva.

Eppure, Carlo Conti con estrema eleganza, nella scorsa edizione (clicca qui)è riuscito a riportare in auge sul palco dell’Ariston il buon gusto e gruppi storici della musica italiana: i Pooh, gli Stadio, valorizzando ogni celebrità, dal giovane emergente al big, attraverso performance moderne, frizzanti, talvolta molto riflessive e commoventi.

Quest’anno sarà co-condotto con la signora di Canale 5 Maria De Filippi e già potremmo pronosticare audience altissimi visto che verranno coniugati due target con pubblici diversi: Mediaset e Rai insieme per la prima volta sul palco dell’Ariston! In bocca al lupo!

Fonte consultata: http://elforce.altervista.org/elfestival/lastoria51-60.htm

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