Il Celeste cielo: storia di un colore simbolo di trascendenza

Kartell childrens' chair; Sofa Hughes by Munna; orecchini Materia Prima; cuscino Blissliving Home; vaso Lenox; lampada Homelava; tavolo Onekingslane.

Kartell childrens’ chair; Sofa Hughes by Munna; orecchini Materia Prima; cuscino Blissliving Home; vaso Lenox; lampada Homelava; tavolo Onekingslane.

(Kartell childrens’ chair; Sofa Hughes by Munna; orecchini Materia Prima; cuscino Blissliving Home; vaso Lenox; lampada Homelava; tavolo Onekingslane).

Celeste come il cielo terso, leggero come l’aria che respiriamo, evanescente come l’aura di una nuvola, cristallino come la coppa di Magritte immersa in un paesaggio verde (Il nervo scoperto 1960). Il celeste è un richiamo simbolico che evoca un ritorno alla natura, espressione interiore di spiritualità e universalità.

L’azzurro cielo rimanda al raccoglimento interiore, all’evoluzione dei sensi e dona pace, armonia al corpo e all’anima. È una nuance che tende a pacare lo spirito ma allo stesso tempo ha la capacità di risvegliarlo e attenuare le paure inconsce. Il celeste è una cromia che aiuta ad emancipare l’uomo a una forma più evoluta di pensiero, in cui tutto è olisticamente interconnesso.

In un’epoca di incertezze, falsi miti, di sconfitte quotidiane, troviamo naturale voltare lo sguardo al cielo: sarà perché lo consideriamo un luogo privilegiato, paradisiaco, in cui l’anima delle persone a noi care e scomparse, ha finalmente trovato pace. Oppure, più semplicemente, preghiamo per essere ascoltati da una divinità superiore, per scorgere una speranza di armonia nella disarmonia della vita.

Per Rudolf Steiner: “Nello sperimentare in noi stessi l’elemento vivente del fluire del colore, anima della natura, noi riusciamo ad uscire dalla nostra persona e a partecipare della vita cosmica”.

Il celeste è simbolo di speranza, trascendenza, spiritualità e creatività. Gli occhi azzurri sono stati considerati per molto tempo sinonimo di nobiltà d’animo e sincerità. Per i popoli medio-orientali (Egizi, Babilonesi ed Ebrei), il colore della divinità era l’azzurro cielo e nel mondo cristiano il manto della Vergine è rappresentato celeste o blu notte, con pregiatissime finiture oro.

Ma il celeste cielo è stato celebrato anche nella letteratura come un ideale senso di libertà nel libro “Il Gabbiano Jonathan Livingston” di Richard Bach. Il desiderio di distinguersi dalla massa, di elevarsi a qualcosa in cui nessuno era mai riuscito, superando i limiti estremi, in una sfida perenne con sé stessi, librandosi nell’aria e nell’azzurro.

Pantone New Airy Blue; Romanzo Richard Bach “Il Gabbiano Jonathan Livingston; Lp Tubular Bells Mike Oldfield; Opera Magritte “Il nervo scoperto”.

(Pantone New Airy Blue; Romanzo Richard Bach “Il Gabbiano Jonathan Livingston; Lp Tubular Bells Mike Oldfield; Opera Magritte “Il nervo scoperto”).

Nell’arte, Kandinsky nobilita questa cromia, in una delle sue opere “Azzurro Cielo” del 1940 ispirandosi al colore luminoso dell’aria tersa di Parigi e rappresentando sulla tela un incredibile effetto antitetico: dal microcosmo delle figure biomorfe, impercettibili all’occhio umano, al macro cosmo della volta celeste che le circonda e accompagna lo sguardo dell’osservatore dall’infinitamente piccolo all’infinitamente immenso. Come direbbe mio padre, Franco Francesco: “Chi siamo Noi se non dei microbi dell’Universo? Noi, piccoli batteri alla ricerca della Verità assoluta. Chi siamo?”.

"Azzurro Cielo" Kandinsky

“Azzurro Cielo” Kandinsky

(“Azzurro Cielo” Kandinsky)

E’ un invito dell’artista a posare lo sguardo “oltre” la superficie delle cose. Successivamente è Lucio Fontana con “I tagli” sulla tela che riesce a raggiungere l’altra dimensione, squarciando la realtà materica dell’osservatore, proiettandolo verso un universo sconosciuto.

Era il 1960 quando uno dei più celebri autori e interpreti della musica italiana, Gino Paoli, scrisse: “Il cielo in una stanza”, un bellissimo brano interpretato anche dalla grande voce di Mina. Meritano menzione i versi: “Quando sei qui con me questa stanza non ha più pareti ma alberi infiniti… e vedo il cielo sopra Noi”. In questo bellissimo verso non si avverte la presenza di pareti e il soffitto viola, scompare definitivamente e spazia immaginando con fervida fantasia l’essenza stessa di libertà. Perché quando si è accanto alla persona amata, niente è impossibile e le pareti (gli ostacoli), non esistono più.

Balza alla mente l’opera di Magritte: “I valori personali”. Oggetti di uso quotidiano che passano indifferenti e diventano protagonisti assoluti della scena. Oggi Magritte avrebbe inserito anche uno smartphone in quella stanza… Ma quali sono veramente i valori della società moderna, se esistono ancora?

"I valori personali" Magritte

“I valori personali” Magritte

(“I valori personali” Magritte)

Nel panorama musicale il testo del brano “Il Cielo” di Renato Zero sembra quasi un cantico nei confronti dell’uomo, che vive le vicissitudini quotidiane affrontandole con la debolezza umana ma innalzando lo sguardo verso il cielo, l’uomo trova la forza interiore, la speranza, la spinta per andare comunque avanti, trascendendo nella preghiera e credendo in Dio.

Attualmente il celeste cielo è tornato in auge su tutte le passerelle haute couture e pret-à-porter. Il pantone “New Airy Blue” è stato celebrato negli abiti di Rochas, Scervino, Miu Miu e negli accessori di Olympia-le Tan ed Edie Parker. Il celeste cielo ha assunto un significato di eleganza indossato da Melania Trump durante l’insediamento alla Casa Bianca. L’abito, un tubino griffato Ralph Lauren molto simile allo stile di Jacqueline Kennedy ha conquistato tutte le prime pagine dei magazine internazionali.

Camicia Rochas; maglione Miu Miu; Olympia Le-Tan clutch; gonna in crochet Topshop; bag The Cambridge Satchel Company; maglione con nuvole Lazy Oaf; tazza da latte jimbobart.

Camicia Rochas; maglione Miu Miu; Olympia Le-Tan clutch; gonna in crochet Topshop; bag The Cambridge Satchel Company; maglione con nuvole Lazy Oaf; tazza da latte jimbobart.

(Camicia Rochas; maglione Miu Miu; Olympia Le-Tan clutch; gonna in crochet Topshop; bag The Cambridge Satchel Company; maglione con nuvole Lazy Oaf; tazza da latte jimbobart).

Che meravigliosa forza ha l’azzurro! Come direbbe Fabrizio Caramagna: “Mette il suo cuore dentro ogni finestra dentro ogni sguardo. Squarcia il mondo di luce prima di morire nel tramonto. E torna sempre il giorno dopo con la sua lezione di chiarezza e generosità di fronte al groviglio delle cose”.

Ringrazio vivamente il direttore di Marie Claire Maison, Cinzia Felicetti, che mi ha ispirato con il suo articolo sul numero di febbraio: “Blu biografia di un colore”. A partire dal prossimo numero, ogni mese ci racconterà la storia avvincente di una sfumatura per nutrire lo sguardo e l’anima.

Coppa Fabiano Amadi in vetro di Murano; opera Magritte "Il nervo scoperto"; abito Gucci; pendenti Federica Rettore; bag Michelle Pouch; décolleté Miu Miu; servizio di piatti Ralph Lauren.

Coppa Fabiano Amadi in vetro di Murano; opera Magritte “Il nervo scoperto”; abito Gucci; pendenti Federica Rettore; bag Michelle Pouch; décolleté Miu Miu; servizio di piatti Ralph Lauren.

(Coppa Fabiano Amadi in vetro di Murano; opera Magritte “Il nervo scoperto”; abito Gucci; pendenti Federica Rettore; bag Michelle Pouch; décolleté Miu Miu; servizio di piatti Ralph Lauren).

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