Nel guardaroba maschile l’eleganza è ancora di moda? di M. Vignali

Michele Vignali

Michele Vignali

Negli ultimi anni, sempre più spesso, mi è capito di vedere uomini sempre meno eleganti, che indossano abiti eccentrici, goffi, over, strappati e poco curati. A differenza l’aspetto fisico, viene curato più di prima: basti pensare al tempo dedicato in palestra, presso centri estetici, piscine o centri benessere (un po’ l’invidio). Tuttavia, noto con amarezza che alcuni hanno perso il gusto per l’eleganza nel vestiario. Che noia! Tutti muscolosi ma con poco stile. Certo è meraviglioso per gli occhi di chi guarda ma manca quel tocco di charme che fa la differenza e soprattutto di stile!

Ma forse qualcosa sta cambiando. Durante la 91esima edizione di Pitti Immagine, ho notato che è tornata di moda la voglia di vestire bene, con giacche, completi e capi dal taglio raffinato, semplice e unico.  Vi dico che un po’ serviva un ritorno al passato, alla tradizione di capi sartoriali ben cuciti.

C’è da dire che il concetto di “ribellione” di alcuni canoni di eleganza cominciava ad essere scardinato già a metà degli anni Cinquanta in Inghilterra e successivamente ha raggiunto l’apice negli anni Sessanta, Settanta, Ottanta e Novanta. All’inizio esisteva un’unica distinzione tra movimenti giovanili che osavano nell’abbigliamento, con colori sgargianti, trame floreali fino ad arrivare allo stile più rock con borchie e giubbotti di pelle. Dall’altra parte esisteva invece una moda più conformista e tradizionale con giacche doppio petto completi di cappello e pochette. Tutto questo perché la società stava cambiando attraverso i miti della musica e gli attori del cinema, basti pensare a James Dean e ai Rolling Stones. Questi concetti di stile non sono mai passati di moda e ancora oggi vengono rivisitati da tutte le maison in chiave contemporanea.

La moda presentata a Pitti e che ho notato quest’anno è in sostanza quella che potremmo definire la più vicina a Re Giorgio Armani: con la sua giacca destrutturata per uomo e donna. Fodere e orpelli sono diventati elementi da destrutturare e non solo, Armani porta avanti il concetto del non colore come il bianco, nero, grigio, blu notte che lo rappresenta e il greige. Senza dimenticare che sempre Armani è riuscito a sdoganare la t-shirt di jersey come sotto giacca, indossata persino da lui, trasformandola nel suo biglietto da visita in diverse occasioni.

In sostanza, oggi la moda si può reinventare sui volumi, sui materiali innovativi sempre più e tecnici o su dettagli come ad es. un bottone particolare o un nuovo modo di indossare un capo, come è stato presentato a Pitti ultimamente: ho notato una giacca destrutturata a doppio petto indossata al contrario con il davanti trasformato in dietro. A volte la moda è strana ma Bella.

Vedremo dove porterà questa nuova eleganza. Mi auguro che possa essere una ventata di muscoli coperti da eleganti completi dal design pulito, sui toni del blu, con colletti inamidati bianchi e camicia. E per chi non ha i muscoli nessun problema, verrà sicuramente notato più per il fascino interiore, tutto da scoprire!

di Michele Vignali

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