Vintage – Amarcord di Michele Vignali

Storia di Pitti Immagine Uomo di Michele Vignali

Pitti Uomo è una manifestazione dedicata a quello che si chiama il “pronto moda maschile”, ovvero i capi più rapidamente pronti per il mercato della prossima stagione. Paragonata alle più spettacolari sfilate delle varie settimane della moda internazionali, ha come protagonisti non tanto gli stilisti più importanti ma i brand di abbigliamento e i loro prodotti destinati al mercato. È organizzata da una società che si chiama “Pitti Immagine” e due volte l’anno (gennaio e giugno) ospita tra le più importanti aziende italiane e internazionali che presentano alla stampa e ai buyers le collezioni per l’anno successivo.

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Chi ha inventato i Jeans? Di Michele Vignali

Lo indossiamo quotidianamente, è il nostro must have a cui difficilmente rinunciamo! Per andare a lavoro, uscire con le amiche a anche nelle occasioni importanti dato che la sua texture è sempre più ricercata ed elegante. Vi starete sicuramente chiedendo a quale capo iconico io mi stia riferendo, sto semplicemente parlando del Jeans! Levi Strauss, americanizzazione del tedesco Löb Strauß (1829-1902), nel 1853 aveva fatto le valigie, salutato i parenti […]

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La camicia bianca secondo Ferrè di M. Vignali

La storia creativa di Ferrè viene ricostruita e raccontata a partire dal suo capo cult per eccellenza: la camicia bianca, un capo reinventato senza sosta per tutta la sua carriera, vero e proprio fil rouge, definito da lui stesso “segno del mio stile”. La camicia per la prima volta in assoluto verrà destrutturata e avrà, di volta in volta, il collo all’orlo e l’orlo come collo: l’importante, per lo stilista, era rendere unico e nuovo quel capo, attraverso colli molto grandi, imponenti e maestosi. Per lo stilista architetto era fondamentale, dunque, catturare l’attenzione generale su quella camicia bianca portata in un modo rivoluzionario e per alcuni anche scandaloso.

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Storia dello stilista Emilio Pucci di Michele Vignali

ll marchese Emilio Pucci di Barsento nasce a Napoli nel 1914, erede della nobile famiglia fiorentina dei Pucci. Inizia la carriera realizzando le uniformi della squadra di sci dell’università che frequenta e si distingue subito per le creazioni all’avanguardia, particolarmente adatte allo sport.
Nel 1947 un fotografo della celebre rivista Harper’s Bazaar rimane colpito da una donna che scia con una tuta attillata. La foto ottiene un successo tale che il caporedattore chiede al giovane dandy fiorentino di realizzare tute da sci per una linea di moda. Nasce la prima collezione, caratterizzata da stampe multicolor e materiali stretch.
Emilio Pucci vince il Neiman Marcus Award e il Burdine’s Sunshine Award.
Il successo è internazionale. Lancia poi una linea di costumi da bagno, foulard di seta e vestiti estivi con stampe colorate. Emilio viene nominato “il Principe delle Stampe”.

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Storia della Bamboo Bag Gucci di M. Vignali

Un classico tra i classici, una vera e propria icona tra le borse che hanno segnato la storia del costume e della moda. Era il 1954 quando per la prima volta la Bamboo Bag, firmata Gucci, esordì al cinema al braccio di Ingrid Bergman, in una pellicola di Rossellini “Viaggio in Italia” e successivamente da Vanessa Redgrave nel celebre film di Michelangelo Antonioni “Blow Up” del 1966.
La Bamboo bag, inoltre, ottenne un clamoroso successo nelle vendite immediatamente dopo che l’attrice Liz Taylor, protagonista del celebre film “La gatta sul tetto che scotta”, fu immortalata sul set in una foto con Paul Newman nel 1959 con indosso la meravigliosa borsa.
Durante gli anni ’60, la Bamboo divenne la borsa delle celebrities per eccellenza.

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