VITTORIO CAMAIANI: intervista esclusiva a cura di Alvuela F. e M.Vignali

VITTORIO CAMAIANI

Stilista poliedrico, eclettico, dotato di un incredibile estro creativo, Vittorio Camaiani, è fautore di una prêt-à-couture originale che trae ispirazione dall’arte e dalla letteratura. Il dna stilistico e concettuale, si caratterizza di una grammatica tessuta e cucita ad hoc, tesa ad esaltare l’idea di una donna colta, sofisticata ma concreta.

Ad alimentare la fervente passione per la moda è stata l’esperienza professionale vissuta nel 1984 con il Maestro Massimo Fioravanti. Nel 1988 Camaiani appassionato d’arte, dotato di uno spiccato gusto estetico, inizia la sua attività sperimentando uno stile inedito: seducente, solenne, dall’accento ironico e dal piglio artistico.

Con audacia e spirito imprenditoriale, reinventa la formula-evento itinerante “Atelier per Un Giorno”, in diverse città italiane, presentando in sfilata le collezioni, trasformando il backstage in un’ideale sartoria e offrendo alle clienti più affezionate la possibilità di visionare e misurare le bellissime creazioni in anteprima.

Io e Michele Vignali abbiamo incontrato virtualmente Vittorio Camaiani per un’intervista esclusiva.

(M. Vignali) Che importanza ha avuto l’arte nella sua vita e quanto ha influenzato le sue collezioni?

L’Arte è stata per me “ossigeno puro” fin da bambino, quando cercavo e trovavo la bellezza nel guardare qualsiasi forma portasse all’Arte…la stessa che oggi respiro nel mio lavoro, la stessa a cui ho dedicato molte collezioni.

(M.Vignali) Esiste un dipinto o un artista che ha lasciato un segno nel suo modo di creare?

Sono molti ma forse, dovendone scegliere uno, direi Caravaggio. Spero sempre che un po’ della luce straordinaria dei suoi dipinti possa toccare i miei abiti.

(M.Vignali) Gli e-commerce on line hanno rivoluzionato il modo di acquistare capi d’abbigliamento e accessori. Come è nata l’idea di un atelier itinerante e chi è attualmente il cliente tipo di Vittorio Camaiani?

Sì, è vero, viviamo nell’epoca del comprare senza toccare, ma i miei AtelierPerUnGiorno sono piccole passerelle dove, come avveniva una volta, le signore possono toccare di persona i tessuti, misurare i nuovi modelli e acquistare o ordinare un capo su misura. Gli Atelier Per Un Giorno sono nati proprio per avvicinare la cliente al capo, farle vivere la magia del dietro le quinte di una collezione, abbattere quella distanza tra prodotto e compratore che troviamo nel mondo della moda di oggi. La mia cliente tipo? Una donna che oltre ad un abito vuole indossare un racconto. Ed è un racconto interpretato anche da lei.

(M.Vignali) L’Atelier nella storia del costume, oltre che un laboratorio sartoriale, ha rappresentato nell’alta borghesia un luogo di ritrovo dove poter interagire, scambiare opinioni e confidenze tra clienti. Cos’è l’Atelier oggi?

Una volta in realtà le signore avevano più tempo da dedicare ai momenti salottieri negli atelier di moda, si abbandonavano a confidenze con il sarto mentre provavano nuove mise e lui diveniva custode anche di piccoli segreti. Era un rapporto più intimo e personale, che certamente oggi è praticamente scomparso nel mondo della moda.

La donna moderna è più impegnata, lavora, deve mantenersi in forma, ha una famiglia, apparentemente non ha “tempo da perdere” quando acquista un capo.  Tuttavia devo dire che nel mio atelier la magia dell’incontro personale esiste ancora e certe dimensioni del passato tornano in un certo senso in vita.

Questi momenti per me sono importanti perche’ mi permettono di capire meglio le esigenze della donna di oggi.

(M.Vignali) Le dinamiche di fare moda sono profondamente cambiate. Le maison sostituiscono spesso i direttori creativi per sperimentare e innovare. Alcune vorrebbero addirittura eliminare questa figura storica. Cosa ne pensa?

Lo Stilista? Potrei sembrare di parte…ma lo trovo ancora una figura insostituibile.

Anche se nell’accezione odierna il direttore creativo è lontanissimo dalle figure di quei grandi pionieri del passato che hanno rivoluzionato l’intera industria-moda creando prodotti con un’ anima. Ma permettetemi di dire che nella storia della Moda rimarrà sempre una figura essenziale, sia che sia seduta ad un tavolo a pianificare strategie di marketing con i manager di un gruppo, sia in un piccolo atelier di nicchia. Sarà sempre la lampadina che illumina la moda, oggi e domani.

(Alvuela F.) Ci racconti del suo processo creativo. Come nasce un’idea?

Le mie collezioni sono spesso tessute da un’emozione prima ancora che da una stoffa. E’ l’emozione che mi guida nel processo creativo. Mi spiego, una collezione come “Gocce dalle nuvole di Magritte” nasce dall’emozione che mi ha prodotto un dipinto di Magritte, accompagnato dall’ascolto del celebre “Nel blu dipinto di blu” di Modugno. Sono queste emozioni estetiche che mi hanno permesso di creare.

(Alvuela F.) La moda: Arte o Industria?

E’ un’altalena che genera un movimento che fa bene ad entrambi. Perchè l’Arte dà quell’elemento in più che fa bene all’industria, motore della nostra economia e dimensione imprescindibile nell’ambito moda. Si tratta a mio parere di un arricchimento reciproco in cui l’uno non esclude l’altro.

(Alvuela F.) I suoi capi sono stati indossati da donne dotate di una spiccata personalità come Marina Ripa di Meana. Secondo lei, è l’abito a esprimere il carattere della persona o viceversa?

La donna è sempre l’anima che indossando l’abito lo conduce, lo esprime. Ognuna alla sua maniera, aggiungendo il suo tocco personale. La moda è strumento espressivo, è un completamento della personalità in un rapporto dialettico.

Le donne che come Marina hanno una personalità forte possono servirsi dell’abito per esprimere quella stessa forza, scegliendo il capo che meglio si adatta alle loro caratteristiche profonde. Ma vi dico che quando guardo le mie creazioni indossate da donne diverse trovo bellissimo che uno stesso abito possa essere funzionale all’espressione di personalità tra loro diversissime.

(Alvuela F.) Quale delle sue collezioni la rappresenta di più?

Non saprei dire…ognuna a suo modo mi appartiene, esprime in modo diverso una sola tensione creativa ma per voi scelgo la mia collezione dedicata a Venezia dal titolo “Lo Sguardo sulla Laguna”, un viaggio passionale dove la mia matita ha in alcuni momenti superato anche il corpo ed è diventata quasi simbolica.

Alcuni abiti erano talmente dedicati al fascino che Venezia esercita da sempre su di me al punto che, forse non tutti l’hanno compreso, personalmente erano da brivido sulla pelle.

(Alvuela F.) Quale, tra le celebrità internazionali, vorrebbe un giorno vestire?

Oggi direi Cate Blanchett, diva dal fascino understatement, domani chissà…

Ph. Alessandro Calligaro

Copyright Alvufashionstyle

 

 

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: