Costume Colloquium V Edizione: Gli eventi della seconda giornata

Costume Colloquium V ph. Lisa Ciardi - Etaoin

Costume Colloquium V ph. Lisa Ciardi – Etaoin

La seconda giornata della V Edizione di Costume Colloquium (leggi qui la prima), convegno internazionale che proseguirà a Firenze fino al 20 novembre e che riunisce ogni due anni esperti di moda e curatori dei più importanti musei d’arte a livello globale, continua con interessanti dibattiti sul tema “Eccessi e Restrizioni nella Moda.

Ricordiamo che la conferenza è stata organizzata dalla Fondazione Romualdo del Bianco, in collaborazione con l’Associazione Amici della Galleria del Costume di Palazzo Pitti.

Oggi abbiamo assistito a diversi interventi interessanti ma allo stesso tempo esilaranti, poiché gli argomenti sugli eccessi della moda, rispetto a quella attuale, ci fanno riflettere, talvolta sorridere, lasciando alcuni quesiti su come fosse possibile indossare alcune tipologie di vestiario o di accessorio, che diamo a volte per scontato e come fossero così esuberanti, stravaganti e singolari.

Una cosa è certa, a Costume Colloquium c’è sempre da imparare! Inoltre, si scoprono degli aneddoti davvero curiosi, come per esempio la ricerca di Laurie Hall-Araujo su Carmen Miranda, la performer di origine portoghese diventata un’icona di stile brasiliano per aver indossato il turbante “tutti frutti”. Gioielli eccessivi, plateau e un coloratissimo top che lasciava scoperto l’ombelico, sono diventati i codici estetici più imitati, simbolo della Tropicàlia del Brasile.

Carmen Miranda

Carmen Miranda (fonte Pinterest)

Dalla terra dei Carioca, si passa allo studio dettagliato dell’arte e del design di Fraser Taylor a cura di Gillion Carrara, direttrice della School of the Art Institute of Chicago (SAIC). The Cloth, movimento artistico-culturale ebbe il suo apice tra il 1983-1987 e includeva artisti come Fraser Taylor, David Band, Brian Bolgor e Helen Manning. Il gruppo traeva ispirazione dalla Street Art con l’intento di catturare e archiviare paesaggi urbani, graffiti, palazzi demoliti per tradurli in tessuto come fossero tele d’artista, focalizzando l’attenzione sul colore.

Molto interessante anche la ricerca effettuata da Emmanuelle Dirix che ha indagato sulle retrospettive museali, focalizzando l’attenzione sulle mostre che hanno rivisitato in chiave contemporanea lo stile dei designers più importanti e influenti, nonché creatori delle maison storiche ma ancora molto attuali, affermate in tutto il mondo.

L’obiettivo della presentazione di Jose A. Ortiz era studiare il lutto nella cultura spagnola. Più precisamente, l’abito che veniva indossato per la cerimonia funebre, diventava espressione emotiva della sofferenza: l’eccesso, significava una maggiore costernazione. Addirittura, alcuni cataloghi del XIX e XX sec. Mostravano come l’industria moda avesse investito nella realizzazione di abiti e gioielli per l’occasione.

Tra le ricerche a tema, merita sicuramente menzione, quella di Elizabeth Semmelhack e lo studio dettagliatissimo delle pianelle. Queste, hanno rappresentato una delle forme più estreme di calzatura mai indossate in Occidente! Pensate, che gli esemplari più alti esistenti raggiungano la scioccante altezza di 55 cm!!! Nella gallery in basso potrete visionare alcune foto.

Per quanto riguarda sempre gli eccessi nella moda, Sandra Heffernan, presenta un’indagine sugli abiti indossati durante l’incoronazione dell’imperatrice Zita e l’imperatore Carlo il 30 dicembre 1916 a Budapest. La pomposità barocca e lo sfarzo arrivarono a realizzare un abito destinato alla sovrana di 32 metri di seta, adornato con 5 kg d’oro, interamente ricamato! Tutto questo per ostentare senso di autorità e ricchezza!

Alisa Saisavetvaree, Nuchada Pianprasankit, Melissa Leventon & Julia Brennan hanno analizzato lo stile impeccabile di sua Maestà la regina Sirikit dal titolo “Eccessi e Restrizioni del guardaroba reale”.

Altri interventi risultati molto intriganti sono stati quello di: Anna Vaughan Kett & Hannah Rumball “Semplicità e stravaganza nei vestiti Quaker del XIX sec. Restrizioni ed Eccessi negli abiti indossati da Eleanor Stephens Clark ed Helen Bright Clark of Street”.

Faeghegh Shirazi & Christina Lindholm, hanno analizzato la moda delle donne musulmane e spiegano come attualmente l’abito tradizionale l’abaya si possa acquistare in boutique e come la realizzazione tenga conto degli ultimi trend occidentali. Holly Poe Durbin ha presentato uno studio sull’esuberanza degli abiti indossati dalle Rock Stars! Grinta & Glamour! Un vero attacco alla società mainstrem! Hadas Hirsch indaga sulla “Creazione dell’Immagine Personale dei Mikhannathun (Ermafroditi) nella Giurisprudenza Musulmana Medievale; Chryssa Kapartziani & Myrsini Pichou “Cravatte, Vestiti e Legislazione: l’Impatto della crisi greca sulla moda”; Marina Blumin “Le restrizioni ideologiche nella Moda Sovietica del 1920-30”; Sandra Skaro & Ujevic Darko “Gli ordini Contro il Lusso” e come influenzarono la Moda del XVI e XVII Secolo nella Repubblica di Ragusa.

Domani la terza giornata! Stay tuned!

Immagini gentilmente concesse da Lisa Ciardi – Press Office Etaoin

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Copyright Alvufashionstyle – Alvuela Franco

 

 

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