Costume Colloquium: gli eventi della prima giornata

Costume colloquium V Edizione - Ph. Lisa Ciardi

Costume colloquium V Edizione – Ph. Lisa Ciardi

Al via alla prima giornata della V edizione di Costume Colloquium (clicca qui), conferenza internazionale, sul tema: “Eccessi e restrizioni nella moda” organizzata dalla Fondazione Romualdo del Bianco, in collaborazione con l’Associazione Amici della Galleria del Costume di Palazzo Pitti. Il prestigioso convegno, proseguirà fino al 20 novembre 2016 presso l’Auditorium al Duomo di Firenze.

Ieri a Palazzo Coppini sono state esposte alcune creazioni di giovani fashion designers provenienti dalla School of the Art Institute of Chiago (SAIC) in collaborazione con Salvatore Ferragamo e l’Istituto Italiano di Cultura.

Rong Zhang; Shuang Guo; Chacha Yu si sono distinti per il loro talento e per aver realizzato capi innovativi con elementi scultorei e volumi avvolgenti suggerendo una nuova grammatica dello stile, coniugando Oriente e Occidente. Costume Colloquium e la Fondazione Romualdo Del Bianco operano infatti proprio nella filosofia di Life Beyond Tourism per favorire il dialogo interculturale e per coniugare le diversità.

Sempre all’interno dello storico Palazzo Coppini erano presenti alcune opere di artisti e corners giapponesi con vasi antichissimi tipici della tradizione.

Ad inaugurare il convegno sono state Carlotta Del Bianco, Vice-presidente della omonima fondazione e Mary Westerman Bulgarella- Costume Colloquium Advisory Committee Coordinator.

Successivamente sono iniziate le sezioni sul tema Eccessi e Restrizioni nella moda con Birgitta Berglund che ha indagato sull’uso femminile del “Corsetto”, lo stringi vita che poteva portare diverse complicazioni fisiche quali: atrofia muscolare, indigestione, debolezza, sterilità o nel peggiore dei casi la rottura degli organi interni. Non è stato difficile immaginare il dolore provato da queste donne che dimostravano di condurre una vita sottomessa, ostacolate perfino nel movimento e nella respirazione quotidiana.

Veronica Casado Hernandez ha puntato l’attenzione sulle gabbie di crinolina, lo stravagante accessorio in voga durante la metà dell’Ottocento che serviva a sostenere e a mantenere ampie le lunghe gonne. Kimberly Wahl ha invece conferito sulla “Diade Eccesso/Restrizioni negli abiti Mainstream e alternativi tra 1880-1915.

E sempre sulle crinoline Emilia Müller ha evidenziato come nei resoconti storici, incluso il New York Times, i rigonfiamenti e la forma a campana non abbiano permesso a più di 2000 persone, soprattutto donne, di raggiungere le porte e fuggire dalle fiamme durante l’incendio divampato 8 dicembre del 1863 nella chiesa Gesuita cilena. Immaginate il terrore!

Tra gli interventi interessanti merita menzione quello di Sally Grant. Sapevate che Antony Price era il principale esponente del movimento Glam nel Regno Unito? Il Glam trovò la sua principale espressione nella moda e nella musica pop. Il termine “Glamour” derivava dall’attenzione ai dettagli, perfezionismo con ampi riferimenti ai vecchi films hollywoodiani.

Ma la moda può essere anche sovversione “Queer” per un uso politico dell’Eccesso, come la performer Hija de Perra, il cui modo di vestire è diventato terreno di contestazioni. Questo studio è stato realizzato da Juliano Felizardo & Ramayana Sousa.

Dopo tutti questi eccessi e restrizioni, ci sarà qualcuno che avrà vissuto libero da qualsiasi convenzione o etichetta sociale? A questa domanda ha risposto Alexandra Palmer ponendo l’attenzione sulla vita di Raymond Duncan i cui abiti erano considerati fondamentali per la sua filosofia e per la teoria del movimento del corpo.

Maria Claudia Bonadio ha invece esaminato la moda dello stilista brasiliano Dener Pamplona Abreu, soprattutto ha indagato sull’uso della propria fisicità, abiti e gesti per creare un’ambigua identità di genere.

Cynthia Cooper analizza il dissenso sociale intorno alle etichette derivanti dalle scollature. Era quasi obbligatorio, in un determinato periodo storico, indossare abiti coprenti fino alla gola!

Durante questa prima giornata di conferenza ci sono stati altri importanti interventi quali: Hilary Davidson con gli Eccessi del Minimalismo: Volgarità, Volume e Stravaganza negli Abiti della Reggenza; Catriona Fisk con Restrizioni Sessuali ed Eccesso di Riproduzione: Abiti da Gravidanza 1750-1900; Deirdre Murphy con Alta Sartoria per Teenager; Stamatina Kousidi con Protuberanze, Sbuffi e Cerchi. Prospettive sull’abito grottesco nello spazio.

Tra i momenti più emozionanti della giornata che conserverò tra i ricordi più belli è stata la premiazione per l’assegnazione del primo posto come blogger ufficiale. Qui potete leggere il mio articolo con il quale ho vinto.

Quali saranno gli argomenti del programma Costume Colloquium per la seconda giornata? Stay tuned e lo scoprirete!

Foto gentilmente fornite da Lisa Ciardi – Press Office  Etaoin

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