Addio Marta Marzotto, regina dei salotti

Marta Marzotto: Fonte immagine Il Giorno.it

Marta Marzotto: Fonte immagine Il Giorno.it

Indossava, come sempre, un meraviglioso Caftano colorato e stampato a fiori su seta con in mano il suo ventaglio. Mi avvicinai e la salutai ma non le chiesi un Sefie come avrebbero fatto tutti mi sembrava molto sgarbato e poco elegante, lei contraccambiò il mio saluto e si fermò ad ammirare il ramo di camelie bianche che portavo sulla giacca, era affascinate e parlammo per qualche minuto.

Quell’incontro è stato fugace e inaspettato ma pieno di bellezza, unicità e spensieratezza. Avrei da raccontare tante altre cose su quel piacevole incontro ma preferisco tenerle per me. Qualche giorno più tardi la incontrai in prima fila Alla sfilata di Angelo Marani e mi sorrise, si ricordava di me e di quelle chiacchere nel quadrilatero della moda. Grazie Marta, quel giorno è un ricordo che non dimenticherò. Marta Marzotto, regina dei salotti dell’alta società, ha vissuto una e tante vite. Ha avuto tre amori indimenticabili che hanno fatto storia: il primo è sicuramente il conte Marzotto da cui ha avuto cinque figli; il pittore Renato Guttuso e il parlamentare comunista Lucio Magri.  Marta Marzotto cresciuta in una famiglia umile, figlia del sottoproletariato agricolo della pianura italiana, è stata una cenerentola moderna. Un’infanzia e un’adolescenza difficile, nata a Reggio Emilia il 24 febbraio 1931 tra le risaie della Lomellina, dove inizia a lavorare giovanissima, come mondina seguendo le orme della madre  e poi come apprendista sarta.

Ed è lì nell’atelier delle sorelle Aguzzi a Milano, dove fa la sartina e la modella, che la piccola Marta Vacondio conosce «il principe azzurro», il conte Umberto Marzotto, erede dell’omonimo impero tessile vicentino. Convolarono a nozze nel 1954 e dalla loro unione durata 15 anni sono nati cinque figli: Paola, Annalisa, Vittorio Emanuele, Maria Diamante e Matteo. Ma non è un amore di quelli sereni, per lei spirito indomabile, personalità esuberante e incontenibile.

Qualche anno più tardi conosce il pittore Renato Guttuso, e presto divenne la sua musa ispiratrice. Il loro rapporto si trasforma ben presto in un grande amore che durò la bellezza di venti anni.  L’ultimo amore è stato quello vissuto con Magri, conosciuto negli anni in cui è segretario del Partito di unità proletaria per il comunismo: una relazione durata 10 anni. Una vita ricca di interessi, la Marzotto è stata amica dei potenti: politici, uomini di cultura e nobili. Vissuta tra amori, tradimenti, vicende giudiziarie, salotti e scandali. Ma non sempre la vita le sorride: aveva solo 32 anni quando la fibrosi cistica le porta via la figlia Annalisa. Che lei definirà: «Un dolore troppo grande». Grazie Marta per la tua bellezza, raffinatezza, unicità, sono certo che potrai insegnarci anche da lassù. Lasciamoci così tra un velo di lacrime, romanticismo e affetto

‘’Volate alto, metteteci fantasia. Se non avete una storia D’amore inventate’’

Per sempre Marta Marzotto

di Michele Vignali

michelevignali.wordpress.com

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