Dolce&Gabbana sfilano a Napoli di M.Vignali

Illustrazione a cura di Angela Malinconico

Illustrazione a cura di Angela Malinconico

Si ringrazia Michele Vignali per l’articolo e l’artista, illustratrice Angela Malinconico.

Napoli città antica, moderna, profumata, travolgente e di una bellezza esclusiva. Un capoluogo di regione ricco di storia, arte, letteratura, cinema, musica moda e stile. Dove le tradizioni come quella del presepe hanno ancora un significato. Napoli diventa la scenografia ideale della meravigliosa sfilata di Domenico Dolce e Stefano Gabbana per celebrare i loro trent’anni, all’insegna dell’eleganza, dell’innovazione e di tanta italianità.

Si, perché loro, grazie alla innata creatività, negli ultimi anni, hanno creato il mix giusto per diffondere, attraverso gli abiti, la storia e la bellezza della nostra Italia che ci rende unici in tutto il mondo.

Dopo le collezioni dedicate alla Sicilia e alle sue tradizioni, per quattro giorni sono approdati a Napoli per festeggiare la loro trentennale carriera sempre in ascesa e per presentare la collezione di Haute Couture donna e l’alta sartoria maschile, primo brand italiano ad avere una linea sartoriale di alta moda per l’uomo.

Le scenografie che hanno fatto da sfondo sono state quelle dei luoghi più significativi e rappresentativi del capoluogo campano.  Ma andiamo per ordine e ripercorriamo insieme le tappe dei festeggiamenti.

I primi si sono tenuti per le vie di via San Gregorio Armeno: hanno omaggiato Sophia Loren, che, investita della cittadinanza onoraria, come una regina si è seduta su un trono rosso e dorato nei bordi. Intorno a lei hanno sfilato modelle con abiti che hanno esaltato la città di Napoli e le sue tradizioni tra sacro e profano: si parte con un omaggio alla pizza che viene scritta e ricamata con pietre e paillettes su magie di seta, per poi passare ad ammirare papesse vestite d’oro e d’argento per omaggiare la religione ed il mito di San Gennaro. Ed infine approdiamo al mito calcistico di Maradona.  Dobbiamo dire che non sono mancati abiti travolgenti e teatrali ricchi di fiori, nastri e pizzi. Le modelle hanno sfilato sulle note delle canzoni classiche napoletane come: ‘O sole mio, Oi vita, oi vita mia ed Era de maggio.

I festeggiamenti sono proseguiti dentro Castel dell’Ovo e con una passerella a bordo mare, i due designer hanno celebrato l’eleganza da uomo ai massimi livelli. Le ispirazioni arrivano da James Bond e da tutti i suoi lussuosi “vizi”. Ma la declinazione, lo svolgimento delle idee sono ancor più grandiose: rappresentano uno dei vertici più alti che può raggiungere la sartoria da uomo perché la polvere della celebrazione è completamente bandita. Ciò che trionfa è freschezza, modernità e divertimento di un sapere che ha solo bisogno di nuova linfa e di nuovi interpreti. I due riescono quindi in un doppio salto mortale: prima conquistarsi il podio di migliori interpreti dell’alta moda contemporanea e infine ritagliarsi, forse il trono, della migliore proposta sartoriale maschile presente sul mercato. Spalle, fodere, dettagli: ogni singolo pezzo, più del prezzo, porta in sé la celebrazione di una sartoria davvero magistrale, qualcosa che il mondo può solo ammirare senza avere nessuna possibilità di replicarlo da quanto è autentico. Ed infine tutti a fare festa a Capri!

Tutto il mondo della moda per tre giorni si è trasferito a Napoli per seguire da vicino questo evento che ha segnato il 2016 e che entrerà a far parte della storia della moda. La mente dei due designer è sempre in fermento creativo, pronta a sperimentare, rilanciando l’immagine italiana in giro per il mondo, promuovendo storia e tradizione. Devo dire che sono molto patriottici ed in questo periodo è un messaggio molto significativo da cui dovremmo trarre insegnamento.

I due stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno dichiarato di essere rimasti estasiati dalle bellezze di Napoli e che presto torneranno… chi sa… Aveva ragione Johann Wolfgang Goethe a dire ‘Vedi Napoli e poi muori’’. E, in tempi più recenti, anche le note di Pino Daniele raccontano meglio Napoli in una canzone ormai diventata pietra miliare: ‘’ Napule è”. Perché è davvero “mille culure e mille paure”… ma forse non c’è un finale giusto…perché la storia è solo all’inizio.

di Michele Vignali

Michelevignali.wordpress.com

Angela Malinconico da grande artista ha dichiarato:” La mia illustrazione è concepita, in questa occasione, come un dipinto: la bellezza del famoso panorama partenopeo e lo splendore delle ceramiche vietresi fanno da sfondo alla meraviglia di un abito ispirato all’Alta Moda di Dolce e Gabbana“.

Illustrazione a cura di Angela Malinconico

 

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