Happy Birthday King Giorgio

La-storia-di-un-vero-re-Giorgio-Armani

Se la moda fosse un regno, il Re sarebbe Giorgio Armani. Benvenuti, dunque, alla corte di Re Giorgio!!

Il regno Armani è fatto di eleganza, rigore, forme e stile e il colore dominante è chiamato Greige una tonalità di grigio chiaro misto al beige, a volte definito come il non-colore, che si è affermato come una sorta di filosofia di vita.

Oggi il regnate Giorgio Armani compie Ottantadue anni, per questo facciamo un bel rullo di tamburi, affissiamo palloncini e coccarde colorate, prepariamo una grande torta e festeggiamo il Re della moda italiane e del made in italy .

Giorgio Armani nasce a Piacenza 11 luglio del 1934. Trascorre la sua infanzia nella cittadina dove amava guardare la mamma sarta, era attratto sin da piccolo dalle stoffe e dai colori. Dopo la maturità parte per la città meneghina dove frequenta per due anni la facoltà di medicina, per poi diventare un medico. Fu così che, a 23 anni, trovò lavoro alla Rinascente, dove iniziò a collaborare con il team di architetti che curavano l’immagine del grande magazzino. Dopo questa esperienza, nel 1965, Armani fece il suo vero ingresso nel mondo della moda: diventò assistente di Nino Cerruti per creare la linea di moda uomo Hitman, che disegnò fino al 1970. Fu poi Sergio Galeotti a spingerlo a creare un proprio marchio: nacque così, nel 1975, Armani.  C’è un capo d’abbigliamento che lo distingue tra tutti e lo rende iconico: la giacca destrutturata.

Un’invenzione stilistica che ha cambiato radicalmente il modo di concepire la moda sia maschile sia femminile: via gli orpelli, la rigidità strutturale delle giacche, le imbottiture e le contro federe, per preferire stoffe morbide che devono seguire il movimento del corpo. Se nella moda uomo, le giacche flosce segnano un epico cambiamento permettendo un connubio tra eleganza e confort, la vera rivoluzione riguarda la moda donna.

Le giacche Armani da donna sono realizzate su modello di quelle maschili, destrutturate, spesso con una forma geometrica rettangolare-allungata che incarnano a pieno l’idea di “donna in carriera” che si incominciava ad affermare nei primi anni 80. La seconda rivoluzione in casa Armani è la creazione del competo giacca-pantalone per le donne, anch’esso diventerà il simbolo di una donna emancipate, forte, in carriera e alla pari degli uomini.

L’obiettivo dello stilista italiano era quello di far indossare capi che facessero sentire le donne a loro agio, sicure, ma senza rinunciare alla sensualità e all’eleganza. Gli abiti devono essere pratici, confortevoli, curati nei minimi dettagli e devono seguire la linea del corpo per valorizzarlo al meglio. Il suo stile è minimalista, confortevole, semplice e soprattutto elegante. La sua è un’essenzialità che si ritrova innanzitutto nella scelta di eliminare tinte vivaci, stampe floreali, quadrettate, colorate o appariscenti, tessuti damascati per preferire uno stile più sobrio che però non significa dimesso. In un periodo, come gli anni 80, in cui si tendeva a esagerare con colori, stampe e decorazioni, a volte rischiando di cadere nel volgare, Armani ha proposto il contrario: togliere inutili orpelli e puntare sui piccoli dettagli che rendono un capo e la persona che lo indossa elegante e notato. Per questo, il colore prediletto dallo stilista è il greige, una tonalità di grigio chiaro misto al beige, a volte definito come il non-colore e che si è affermato come una sorta di filosofia di vita. La passione di Giorgio Armani per il viaggio lo porta a scoprire culture nuove e lontane da lui. In particolar modo, lo stilista è sempre stato affascinato dall’orientalismo. Le collezioni maschile, in particolare, tendono ad avere sempre colli alla coreana o comunque morbidi e sinuosi, arabeschi ricamati sullo sfondo o tonalità, come il rosso tibetano, che richiamano l’Oriente.

La grande fama di Giorgio Armani e l’appellativo di “Re” è arrivato proprio anche grazie all’interesse dello stilista verso il mondo del cinema. Suoi erano gli abiti indossati da un giovanissimo Richard Gere in “American Gigolo” che rese Armani celebre in tutto il mondo: nel 1982 si conquistò la copertina del “Time” che lo celebrò scrivendo: “I vestiti sono la stoffa della storia e la texture del tempo. E questo tempo, proprio ora, appartiene a Giorgio Armani”. La sua partnership nel cinema è durata a lungo. Tra gli attori vestiti da Giorgio Armani ricordiamo: John Malkovich ne Il Tè nel deserto di Bartolucci, Christian Bale ne Il Cavaliere Oscuro e Il Cavaliere Oscuro – il ritorno, Michael Fassbender e Penelope Cruz in The Counselor e Leonardo di Caprio in The Wolf of Wall Street. Armani è stato il Primo Designer della storia a ideare delle linee d’abbigliamento comode e alla portata di tutti senza fare distinzione di gruppi sociali.

Per questo negli anni lo stilista ha inaugurato varie collezioni meno costose: Emporio Armani, Armani Jeans, Armani Exchange, Armani Collezioni, Armani Casa, la linea EA7 del 2004 ispirata dall’ex calciatore del Milan Shevchenko e Armani Collezione Junior negli anni ’90, Giorgio Armani torna a occuparsi della giacca, rendendo minimal il monopetto da chiudersi con quattro bottoni, per poi sostituirla con la giacca-pullover, più aderente al corpo maschile. In questo decennio, le camicie di Armani perdono il colletto e non si indossa più la cravatta, sono eliminate le pinces dai pantaloni per allargarli a tubo, i maglioni e le t-shirt diventano sottogiacche. Nel 1995, le sue sfilate si chiudono con un uomo e una donna in smoking, uguali nell’abito ma nonostante questo molto diversi. Alla fine del decennio, Armani sdogana le camicie trasparenti e consacra lo stile urban, abbinando capi sportivi a quelli appartenenti al repertorio classico.

Questa è la storia di un piccolo grande uomo che negli anni ha definito una filosofia, una forma, uno stile iconico e riconoscibile. Uno stile che ha fatto strada ad altri designer emergenti e che sicuramente insegnerà ancora. Pensate un po’ che io a sette anni sfogliando Vogue sapevo già distinguere una giacca Armani ed una Chanel!! Tanti auguri Re Giorgio siamo felici ed onorati di fare parte del tuo regno.

Vi lascio una sua pillola di stile che trovo molto bella e che io ho nel mio armadio ‘’ La moda è quella che viene suggerita e che spesso conviene evitare, lo stile è ciò che ciascuno ha e che deve conservare per tutta la vita.’’

di Michele Vignali

Michelevignali.wordpress.com

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