Patty Pravo: l’eterna Ragazza del Piper

Cover Patty Pravo a cura di Angela Malinconico

Cover Patty Pravo a cura di Angela Malinconico

Ero ancora bambino, quando in casa di mia nonna, si ascoltava la musica anni Cinquanta e Sessanta con il giradischi. Una musica raffinata e travolgente, piena d’ amore, con parole profonde, ricche di atmosfere magiche e sofisticate. Quelle canzoni in cui amavi immergerti e lasciarti trasportare. Ricordo la voce della divina Patty Pravo e immaginavo di essere con lei al Piper, nelle vesti di costumista personale, (sogni e idee folli che giungono dall’infanzia…).

L’eterna ragazza del Piper per me è sempre stata un’icona, un personaggio unico da cui trarre ispirazione. Le sue canzoni non hanno mai smesso di incantarci: da ‘’La bambola’’ a ‘’Pensiero stupendo’’, per passare a ‘’Ragazzo triste’’, arrivando al ‘’Paradiso’’ e approdare all’ultima canzone presentata per i cinquant’anni di carriera al recente Festival di Sanremo: ‘’Cieli immensi’’.

Patty Pravo è il nome d’arte di Nicoletta Strambelli, nome che deriva dalle anime prave di cui scrive il Poeta Dante Alighieri nella Divina Commedia in riferimento all’Inferno dantesco (“guai a voi anime prave”, cioè malvagie).

La ‘’ ragazza del Piper’’, come tutti la chiamavano all’inizio della sua carriera, inizia negli anni Sessanta con la canzone ‘’Ragazzo triste’’ per poi diventare una cantante di fama internazionale con ‘’ La bambola’’ nel 1968, che la incorona una delle voci e interpreti italiane più famose nel mondo insieme a Mina.

Dagli anni Sessanta in poi colleziona un successo dietro l’altro, gira il mondo e scopre culture, sensazioni, emozioni e desideri che condizionano la sua vita e la musica. Basti pensare che quando intende stare in solitudine attraversa il deserto: è un viaggio che compie per liberarsi e ricaricare le energie.  Davvero coraggiosa!

Negli anni non colleziona soltanto successi dal punto di vista musicale, ma anche nel campo della moda e del fashion system in particolare.

Tra gli anni Sessanta, Settanta e Ottanta diventa un’icona indiscussa di stile senza mai commettere errori: ancora oggi la vediamo in una forma raggiante ed un fisico mozzafiato nonostante l’età. Ha saputo vestire tutti gli abiti con disinvoltura, con sofisticata eleganza anche quando aveva i look più eccentrici ed elaborati.

Cercheremo, adesso, di ripercorrere alcuni dei suoi stili.

Negli anni Sessanta ha vestito i mini look: abiti a trapezio o a tubo sopra il ginocchio, ha indossato sottovesti come se fossero abiti ed è stata la prima italiana a portare la minigonna di Mary Quant, che aveva conosciuto a Londra in quegli anni.

Negli anni Settanta diventa l’icona hippy italiana attraverso tute, abiti lunghi con stampe a fiori piccoli o grandi. Oppure abiti con profonde scollature sul seno o sulla schiena. Non rinuncia ai pantaloni a zampa must have di quegli anni e a camicie in seta con colli unici e travolgenti.  Indossa anche completi di pelle, lunghe collane e piume indiane, look Gipsy.

Negli anni Ottanta compie la vera metamorfosi: qui infatti potremmo stabilire la nascita ufficiale della nostra “David Bowie nazionale” al femminile. Non rinuncia ad osare, anche se lo fa sempre con immensa eleganza.  Si divide tra look punk, rock e hippy. Non rinuncia a completi dandy, con giacche maschili e pantaloni con sotto nulla, oppure solo una cravatta. Nel 1984 per il Festival di Sanremo, con il testo ‘’Per una Bambola’’, sceglie di vestire una tunica signée Gianni Versace in maglia metallica argentea, un grande ventaglio di dentelle nera in mano.

Attualmente continua ancora a dettare legge sullo stile sempre con outfit impeccabili che l’hanno incoronata regina della moda. Ha indossato molto spesso abiti Versace e Cavalli, i quali hanno saputo valorizzare sotto i riflettori, l’immagine cosmopolita e forte di Patty Pravo. Inoltre, la bambola bionda è stata l’icona di Jean-Paul Gaultierche in un’intervista la menzionava tra le figure più ispiratrici della sua gioventù e Christian Lacroix, che vedeva Patty come un’incarnazione rocaille, un biscuit di Sèvres dai riflessi di tanagrina. Non ci sono dubbi: su Patty Pravo, si è detto tutto e il contrario di tutto.

Grazie Patty, che con la tua voce ci regali canzoni ed emozioni uniche e senza tempo, che non smetteremo mai di ascoltare e amare; che hanno segnato la storia quanto il tuo stile e che hanno dato il via a un’epoca diversa, lasciando il segno per le generazioni future, perché i miti non passano mai di moda.

Come dice Re Giorgio: ‘’ l’eleganza non è farsi notare ma ricordare’’.

di Michele Vignali

michelevignali.wordpress.com

Illustrazione a cura di Angela Malinconico Docente di Progettazione e realizzazione del Prodotto Moda

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: