Storia dello Street Style di M. Vignali

Camminando per strada non vi è mai capitato di essere fotografati o di essere fermati per chiedervi quale brand stavate indossando? A me è capitato spesso, soprattutto durante le fashion week. A settembre dello scorso anno, prima di entrare alla sfilata di Cristiano Burani, alcuni fotografi hanno catturato il mio outfit che è stato pubblicato su Repubblica.it ed il Corieredellasera.it. Per questo, a pochi giorni dall’inizio ufficiale di Pitti Immagine Novanta, sentiremo ancora molto parlare dello Street Style!  Oggi voglio raccontare la sua storia, il ruolo nel fashion system e la breve storia di due giornalisti e fashion victim. Allora andiamo per ordine ed iniziamo la nostra camminata tra fotografi e look raffinati, eccentrici, travolgenti e unici.

street Style Michele Vignali

Lo Street Style o Street Fashion è un termine che è stato inventato una decina di anni fa: serve per mettere in luce lo stile o la moda ispirata alla gente comune.  Relativamente giovane, non è altro che lo stile o la moda ispirata dalla gente comune. In altre parole, non è la moda da passerella, ma il fenomeno della moda che nasce in strada, soprattutto nei maggiori centri urbani. Qui non ci sono modelle a indossare creazioni di alta moda, ma ragazze e ragazzi normali che si esprimono mixando tendenze e stili o addirittura inserendo nuovi elementi per creare dei look unici e originali che li rappresentino. Il primo quotidiano a pubblicare foto di questo genere e a riconoscere ufficialmente lo street style è stato il New York Times. Ancora una volta allora, e non a caso, la città di New York si dimostra una pioniera della moda, ma soprattutto riguardo la sua evoluzione. Lo street style trae spesso ispirazione dalla musica (rock, punk ecc), da personaggi (ad es. cartoni anime e manga), da culture e idee (ad es. gli hippies) e naturalmente dallo stile di vita (ad es. sportivo, busy o meno) e dalla vita professionale. Spesso i vari stili si influenzano reciprocamente dando origine a stili misti. Lo street style ha anche un ruolo importante per gli stilisti e i fashion designers si ispirano spesso allo street style, divenuto per loro ormai una forma per ricevere idee, spunti, colori e forme che poi verranno utilizzati per creare una collezione. Oggi vengono molto utilizzati anche i canali social come Instagram, Facebook o Twitter. Infatti all’interno di un’azienda di moda ci sono persone che fanno ricerca sulle immagini pubblicate da blogger, star e persone comuni per avere idee.  Questo è il compito difficile dello street style, che deve essere sempre pronto ad interpretare nel modo giusto il mondo della moda in evoluzione: per questo durante il Pitti Immagine assisteremo ad un’altra sfilata di personaggi con i look più svariati e travolgenti che qualcuno inizierà a seguire.

Tra i pionieri dello street style ci sono due giornalisti del fashion da tenere sicuramente d’occhio durante le  fashion week di Milano, Parigi, Londra e New York. Qualcuno di voi già li conosce altri forse no, sto parando di Anna Dello Russo e Simone Marchetti, entrambi italiani e con esperienza nel settore da diversi anni. Con estro, creatività, raffinatezza sono riusciti a diventare i due giornalisti più influenti durante lo street style. Se dico Fashion Victim, pensiamo subito a lei, Anna Dello Russo, nata a Bari, cresciuta sin da piccola con la passione per la moda e le cose belle. Dopo gli studi all’università in arte e letteratura, in seguito ha frequentato un master all’università alla Domus Accademy dove nel 1986 ha conseguito un Master in Fashion Design. Poco dopo ha iniziato come redattrice moda per il gruppo Condé Nast Italia, diventando qualche anno più tardi,direttrice de L’Uomo Vogue dal 2000 al 2006. Con arte, maestria e raffinatezza ha collaborato alla crescita del mensile. Dopo una collezione nel 2012 per H&M, dove presenta una collezione che in poco tempo va a ruba, ricca di bigiotteria e accessori raffinati ma allo stesso tempo molto ricercati. Successivamente, lancia la sua collezione con un video in cui canta Fashion Shower scritta da Emilio Pepe. Ha collaborato anche come docente allo IED a Milano, ha un suo blog molto bello ed interessante da leggere intitolato AdR Factory.

Attualmente è la consulente creativa di Vogue Giappone, ricco di foto e reportage sul mondo dello street style. Anna sarà pur ‘’manica della moda ‘’( a detta di alcuni) ma per me è un icona!

Simone Marchetti è un altro importante fashion journalist italiano,  conosciuto in tutto il mondo per il suo ‘’My point of view’’ alla fine di ogni sfilata pubblicato sul sito D.Repubblica.it. È una delle firme più interessanti ed autorevoli, veloce e preciso, attento ai dettagli. Ha iniziato a scrivere di moda per ‘’Uomo’’, di cui editore in quel periodo era Alessandro Calascibetta e in seguito per ‘’Donna Moderna ‘’. Successivamente per una rubrica culturale sul ‘’Il giornale’’. Infine, ha diretto per due anni la rivista indipendente ‘’Victim’’ e nel 2006 ha lavorato da ‘’Velvet’’, fino ad arrivare a Repubblica. Leggere i suoi articoli è molto interessante perché con molta maestria si è già dentro il tema, riuscendo ad immedesimarsi in quello di cui si parla.

La moda non è fatta solo di grandi stilisti della moda ma anche di professionisti come Anna dello Russo e Simone Marchetti, che portano avanti la comunicazione di questo sistema sempre più complicato con grande passione, amore, determinazione per quello che fanno. Il bello dello street style è anche questo: far emergere la bellezza e la creatività di grandi esperti.

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di Michele Vignali

michelevignali.wordpress.com

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