Il Genio della Moda: Elsa Schiaparelli di M.Vignali

Schiaparelli cover by alvufashionstyle

Amo la moda a trecentosessanta gradi: da quelle più classiche a quelle apparentemente per altri più ‘’stravaganti ‘’. Per me l’eccentricità è sinonimo di creatività ed eleganza.

Sicuramente, la storia della moda vanta diversi stilisti rigorosi e anche surreali come nel caso della iconica Elsa Schiaparelli, che ha saputo inventare negli anni Trenta una moda anticonformista collaborando con i più grandi surrealisti dell’arte. Ho imparato a conoscere la storia, la filosofia e lo stile di Elsa dopo quello di Chanel, due donne molto diverse tra loro sia per il vissuto che per l’immagine di donna moderna.

Il loro non era un rapporto di amicizia ma di avversione: infatti Coco Chanel definiva Elsa Schiaparelli ‘’l’Italiana che crea vestiti’’. Ripercorriamo la vita di questa grande Artista. Elsa Schiaparelli nasce a Roma il 10 settembre del 1890 da una ricca famiglia di illustri intellettuali piemontesi; lo zio è uno dei fondatori del museo egizio di Torino. Durante la sua infanzia respira una grande cultura che successivamente le sarà di grande aiuto. Durante questo periodo farà un viaggio in Inghilterra nel periodo delle manifestazioni delle suffragette. Si sposerà molto giovane con il conte William De Wendt, con cui allo scoppio del primo conflitto mondiale scapperà a New York. Qui avviene uno di primi incontri con il mondo eletto della cultura, conoscerà artisti di grande calibro di Man Ray e Marcel Duchamp.  Qualche anno più tardi, appena venticinquenne, si separa dal marito e insieme alla figlia Yvonne riparte per l’Europa approdando a Parigi. Grazie al suo estro riesce ad entrare in contatto con Paul Poiret e affascinata da quel mondo magico e travolgente quale l’haute couture, su consiglio del couturier Poiret inizia a disegnare modelli.  Dopo qualche anno trascorso nella maison Poiret, nel 1928 apre il suo primo negozio Schiaparelli pur le sport situato in Rue De La Paix, dove proponeva in edizione limitata una collezione unica e raffinata di pullover trés chic. L’ unicità dei capi era dovuta alla realizzazione effettuata da magliaie armene ma non solo: la lavorazione era pregiata come originali erano i disegni trompe l’oeil realizzati a Jacquard. Sul davanti potevano presentare meravigliosi fiocchi, cravatte da uomo, cuori trafitti, pezzi del corpo umano oppure scritte allusive. Tutto questo rese unico quel capo semplice in maglia. Quanto vorrei uno di quei pezzi…Ma sono decisamente introvabili! (ndr). La sua carriera da stilista continuerà per tutti gli anni Trenta diventando insieme a Chanel una delle stiliste più famose di quel periodo. In questa decade storica, nel 1935 aprì al 21 Place Vendòme la sua Maison de Couture. In questo periodo prende ispirazione dall’Oriente più esotico e suggestivo per creare la sua prima collezione dal titolo Stop Look and Listen. Di questa collezione dobbiamo ricordare le voluminose cappe. Qualche anno più tardi nel 1936 inventa la cerniera lampo, inserendola in un abito prendisole sia sul centro dietro che sulle maniche; due anni più tardi utilizzerà nelle sue collezioni la plastica trasparente, il metallo e la porcellana di Sèvres.  Realizza numerose collezioni di abiti sia per la sera che per il giorno dalle linee a grattacielo, spalle larghe e squadrate, doppio petto con revers appuntiti e utilizzerà i primi ‘’spallotti’’ nelle giacche donando una forma stile militare e dittatoriale.

Molto importanti nella vita creativa di Elsa, sono le amicizie con i pittori surrealisti come Dalì, che le regalerà abiti in organza con aragoste stampate, cappello a forma di calamaio ed una borsa a forma di telefono. Ed infine un bellissimo “tailleur a cassetti”. Il connubio moda e arte continua anche grazie ad un’importante collaborazione con Cocteau, che permetterà alla stilista surrealista di realizzare meravigliosi bijoux, bottoni gioiello e profumi che saranno oggetto di scandalo come l’eau de Toillette Shocking del 1938, il cui flacone aveva la forma di un mezzo busto di corpo femminile. Con lo scoppio della prima guerra mondiale Elsa crea la collezione ‘’ Cash And Carry’’composta da capi d’abbigliamento pieni di tasche che sarebbero servite alle donne per portare con sé tutto quello che le sarebbe servito per scappare al riparo in America. Alcuni storici dicono di lei che quando andò in America fosse vestita con uno di questi abiti. Tornerà a Parigi nel 1954 per scrivere la sua biografia ‘’Shocking Life’’. Dove inserisce anche un decalogo per le donne. La casa di moda è stata acquistata da Diego della Valle nel 2012. Elsa Sciaparelli morirà il 13 novembre 1973. Con lei si interrompe anche la grande capacità di creare e saper inventare un’arte bella, forte, dinamica ma che allo stesso tempo sta in piedi e vive grazie all’onda surreale di chi l’ha creata. A lei si deve il merito della divulgazione della cerniera lampo, assai più pratica delle sfilze di bottoncini che avevano chiuso gli abiti delle donne. I nomi delle collezioni: la prima, Fermati,Guarda e ascolta, e poi Le farfalleGli strumenti musicaliL’astrologia. La sua più famosa collezione, Circus, usa giocolieripagliacci, coni gelato, elefanti e trapezisti per sottolineare l’estrosità e il dinamismo circense.

La creatività e l’originalità della Schiaparelli, trovano espressione negli accessori: il cappelloscarpa (disegnato dal suo amico Dalì), cappelli come spazi abitati, cappelli dalla forma che sembrano cervelli umani, guanti con le unghie lunghe; a lei si devono i primi orecchini e braccialetti in plexiglas. Per lei, Jean Hugo disegna bottoni-sculture dalle forme più curiose, bottoni a forma di labbra, di caramelle d’orzo, a calamaio, di animali.

Divina Elsa, ti ho amato e studiato attraverso le immagini e i libri insieme ad un altro genio della moda, Coco Chanel ma il mio cuore e la mia anima ti ringraziano per aver portato un po’ di irregolarità e stravaganza in una vita fatta di tante regole. Il tuo essere anticonformista, non può passare inosservato, perché gli artisti incompresi sono sempre quelli da amare e da scoprire…Ho pensato di offrire a voi lettori, il decalogo numero cinque, nella speranza di farvi riflettere. Io l’ho fatto mio e magari, pensandoci, piacerà anche a voi: ‘’ Il novanta per cento ha paura di essere appariscenti e di quello che dice la gente, così compra un abito grigio. Dovrebbero osare ad essere diverse”.

WWW.SCHIAPARELLI.COM

di Michele Vignali

michelevignaliblog.wordpress.com

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