Gli Anni trenta a Parigi. Moda, Arte e Attualità di M. Vignali

Illustrazione di Angela Malinconico

Oggi intendo condurvi in un viaggio di stile e tendenze tra gli anni Trenta e Quaranta, attraverso forme nuove, connubi di moda e arte, evoluzioni sartoriali e creative.

Esistono tre movimenti che caratterizzano questo periodo storico: Surrealismo, Drappeggio e Sbieco. Questa epoca viene inoltre segnata da tre donne che con la loro personalità e determinazione hanno realizzato e affermato uno stile molto raffinato che ancora oggi permane come fonte d’ispirazione per importanti nomi della moda mondiale.

Il drappeggio in questo periodo è definito senza tempo, sarà infatti la couturier Madame Grès a riportare in auge la tradizione greco-romana ispirandosi alle sculture riportate alla luce dagli scavi archeologici del primo Novecento. Madame Grès diventerà la figura leggendaria dell’alta moda parigina. La sua maestria la porta a creare abiti dallo stile rigoroso a linea scivolata e senza cucitura. La palette di colori spaziava dall’avorio al grigio perlato riprendendo le nuances delle statue greche. Amava i tessuti leggeri e cadenti come il Jersey di seta che faceva scivolare sul corpo. Grande maestra di taglio, nessuno possedeva la sua maestria. La frase celebre che la contraddistinse è: ‘’ voglio essere una scultrice, per me è la stessa cosa lavorare con il tessuto o con la pietra’’

Successivamente, sarà Mariani Fortuny a rendere unica questa moda con abiti talari ispirati alla tunica greca.

Un’altra tendenza del periodo è il taglio di sbieco, reso unico da Vionnet (leggi l’articolo qui) ma anche dalla stessa Madame Grès. Saranno gli anni Trenta a regalare a Madame Vionnet l’apice del suo successo, maestra eccezionale capace di vestire le donne con un’allure da dea ma senza mai rinunciare alla sua terrena femminilità. Studiava il corpo femminile con la meticolosità di un medico, iniziò a creare artistici tagli e strategiche cuciture per far si che l’abito potesse seguire la silhouette. Era un’idea assolutamente rivoluzionaria per l’epoca, perché fino ad allora era stato l’esatto contrario: il corpo si doveva adattare alla moda del momento. Per ottenere queste uniche creazioni Madeleine lavorava modellando le sue creazioni su una bambola di legno invece di disegnarle, lei non si dichiarava come disegnatrice di moda ma una grande artista manifatturiera, che con le sue mani scolpiva abiti raffinati.

Il periodo che va tra la fine degli anni Trenta e l’inizio degli anni Quaranta si caratterizza di un connubio molto interessante tra moda e arte ovvero: il Surrealismo. Questo movimento nasce grazie a Andrè Breton, che nel 1924 pubblica a Parigi un manifesto che travolgerà artisti e letterati come: Jane Cocteau, Luis Bunuel, Salvador Dalì, Renè Magritte, Max Ernest, Trisan Tzara. Il manifesto introduce un concetto rivoluzionario:

‘’ Liberare le idee e ritrovare il senso meraviglioso, in essenza di qualsiasi controllo della ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica e morale’’. Sarà la grande Elsa Schiaparelli ad unire il surrealismo alla moda portando avanti le idee scritte nel manifesto. Forti saranno le collaborazioni con i grandi artisti surrealisti come: Salvator Dalì, Renè Magritte e Jane Cocteau.  Insieme a loro firmerà grandi pezzi che hanno fatto la storia come: il cappello a scarpa disegnato da Dalì, Guanti con unghie colorate disegnate da Magritte, Abiti con aforismi di Jean Cocteau. Al tempo stesso a lei si deve dire grazie per aver creato i primi orecchini e braccialetti in plexiglas. Per lei, Jean Hugo disegna bottoni-sculture dalle forme più curiose: a forma di labbra, di caramelle d’orzo, a calamaio, di animali. La sua vita sarà definita Shocking come la sua autobiografia che scriverà nel 1952 intitolata per l’appunto Shocking Life. Vi racconterò di Lei e della sua vita nel mio prossimo articolo.

Il bello della moda è quello di realizzare un mix esplosivo di emozioni e sensazioni diverse, perché ogni volta che si indossa un abito essa ci fa vivere panni diversi. L’unicità è quel valore aggiunto che un abito può dare.

di Michele Vignali

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michelevignali.wordpress.com

Illustrazione di Angela Malinconico

Docente di Progettazione e Realizzazione del Prodotto Moda

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