Storia del tacco Louboutin di M. Vignali

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Immaginate di possedere una immensa cabina armadio piena di borse e accessori tra cui quelle iconiche e raffinate come: la 2.55 di Chanel, la Birkin e la Kelly di Hermès, la Bagonghi di Roberta di Camerino o una Gucci. Borse che sicuramente hanno fatto storia diventando must have d’eccezione.  Adiacente la cabina armadio, un vano dedicato interamente alle calzature. Tra queste meravigliose creazioni notereste sicuramente un paio in vernice nera con suola rossa griffate Christian Louboutin.

Era il 1911 e in uno dei tanti sobborghi parigini, un giovane e intraprendente ragazzo Christian Louboutin, inizia a disegnare e realizzare meravigliose calzature. Nonostante sia ancora agli esordi, Louboutin lavorerà solo per i grandi nomi della moda francese come: Folies Bergères, Yves Saint Laurent e Chanel.  Successivamente, giungerà da Roger Vivier dove avvenne il famigerato colpo di fulmine! Attenzione però, non con una donna come starete pensando ma con un elegante e raffinato paio di décolleté di diamanti di Marlene Dietrich da cui trasse ispirazione e spinta per creare la sua azienda.

L’obiettivo per Louboutin è sempre stato quello di attirare l’attenzione sulle gambe della donna, ispirando lussuria e follia e trasformando la scarpa da semplice accessorio, a vero e proprio status symbol. Per molto tempo il lavoro di Louboutin verrà prestato presso altri fino al 1993. Durante la creazione e l’osservazione dei bozzetti della collezione “Pensèes”, Christian Louboutin captò l’assenza di un qualcosa di rivoluzionario nei suoi lavori, ed ecco il lampo di genio! Prese in mano lo smalto rosso individuato nella borsa della sua assistente e dipinse la suola di una scarpa, trasformandola da crèpe rosa a rosso scarlatto. Mancava solo un raffinato e creativo dettaglio che qualche anno più tardi avrebbe donato enfasi anche al più semplice tacco vertiginoso! E così la suola rossa con il tacco lucido in vernice nera divenne il tratto distintivo della Maison Louboutin.

Le opere d’arte molto spesso non si indossano ma si possono calzare anche ai piedi. L’unicità è data da un tocco raffinato e semplice: da uno smalto rosso coniugato a una mente creativa.

Potremmo concludere con questo pensiero di Victoria Beckam: “Non riesco a concentrarmi con le scarpe basse”.

Michele Vignali

www.michelevignali.wordpress.com

WWW.CHRISTIANLOBOUTIN.COM

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