Storia della minigonna: di Michele Vignali

November 1965: Chelsea fashion designer and make-up manufacturer Mary Quant. (Photo by Keystone/Getty Images)

November 1965: Chelsea fashion designer and make-up manufacturer Mary Quant. (Photo by Keystone/Getty Images)

Esiste un capo d’abbigliamento che ha segnato la storia della moda ed è diventato il simbolo delle rivoluzioni giovanili degli anni Sessanta: la minigonna.

A realizzarla per la prima volta fu Mary Quant che diventò in poco tempo icona di stile. Successivamente la minigonna divenne un vero capo Must Have che tutte le donne dovevano e desideravano indossare. Ma chi era Mary Quant?

Mary Quant era una giovane ragazza londinese, già acclamata modella, con la passione per la moda e un acuto senso estetico. Nel 1955 apre la sua prima boutique – il «Bazaar» – a Londra, in King’s Road, caratterizzata da uno stile semplice e molto colorato, uno spazio molto amato dai giovanissimi ma soprattutto caratterizzato da una forte esclusività tanto che in poco tempo riesce a raggiungere una discreta notorietà.

Il suo non era un semplice negozio, era un luogo dove incontrare persone, chiacchierare in libertà, ascoltare musica, uno spazio accattivante per quell’epoca. Lì si produceva moda e Mary pensava, realizzava tutto all’interno delle mura del suo piccolo Bazar. Ma questo è stato solo l’inizio. Mary si spinse ancora oltre. Un giorno dette un taglio netto ai suoi lunghi capelli e trasformò un semplice caschetto geometrico e lineare in moda. Le sue collaboratrici la imitarono e cominciarono a portare i capelli come Mary, composti e quasi sempre con frange rigorosamente orizzontali che esaltavano il taglio degli occhi attraverso un make up forte e deciso.

Il grande successo arriverà però nel 1965 quando, sull’onda dell’accorciamento delle gonne, proposto da Courrège, lanciò la sua «miniskirt», la minigonna. Per il nome Mary Quant si è ispirata ad un altro simbolo degli anni sessanta, la «mini», cioè la vettura della casa automobilistica Austin. A quei tempi era considerato uno scandalo mettere in mostra le gambe, poco elegante, molto forte e anche un po’ troppo seducente, tuttavia, la minigonna divenne un capo rivoluzionario ed amato dai più giovani che lo hanno fatto loro portandolo ad un grande successo.

Nel suo Bazaar si trovavano anche: calze lavorate, stivali sopra il ginocchio, top lavorati a uncinetto e luci impermeabili tutto ad un prezzo accessibile. Questi pezzi saranno portati con grande stile dall’iconica modella Twiggy. Quel meraviglioso look anni sessanta innovativo e travolgente, audace ma allo stesso tempo minimalista, meglio definito Mod-ernist.

La minigonna in Italia verrà resa famosa dalla divina Patty Pravo che durante le sue performance televisive mostrava le sue lunghe e bellissime gambe, una nota ironica e divertente che amo sentire dai collezionisti di vintage è questa: “Comprati pure un gelato visto che abbiamo risparmiato sul tessuto per la gonna’’ era questa la risposta dei genitori scandalizzati alle figlie in quel periodo.

Il 13 gennaio 2009 a Londra il capo di abbigliamento più rivoluzionario nella storia del costume e della moda, è stato celebrato in un francobollo molto glamour messo in vendita dalla Royal Mail.

Oggi la Minigonna è tornata a dettare legge quindi scopriamo le gambe, tagliamoci i capelli con un caschetto geometrico e diamo vita ad una serata anni Sessanta, ascoltando musica d’epoca come: Patty Pravo, Mina e certamente non possono mancare loro: The Beatles.

di Michele Vignali

michelevignaliblog.wordpress.com

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