L’orfismo dei coniugi Delaunay è ancora attuale di Michele Vignali

Sonia Delaunay Tate Modern FOR REVIEW ONLY

Sonia Delaunay
Tate Modern
FOR REVIEW ONLY

Parigi: capitale di eleganza, innovazione e stile. Sono gli anni Dieci del Novecento e il Futurismo di Marinetti del 1909 aveva apportato un cambiamento sull’ideale di bellezza, sull’impiego dei colori e attraverso un approccio multidisciplinare aveva influenzato l’arte e la moda.  Marinetti con il suo manifesto aveva dato inizio ad un cambiamento radicale ed ottenne numerosi seguaci soprattutto tra i giovani.  Si mobilitano altre capitali e città come Milano e Roma, permettendo all’Italia Giolittiana di farsi conoscere a livello europeo.  Non dobbiamo dimenticare che in Francia ci sarà una nuova corrente artistica che prende spunto dalle idee del Futurismo creando così “l’Orfismo” che si coniugherà successivamente alla moda.

Furono i coniugi Delaunay che iniziarono insieme una particolare ricerca sul colore e sulla luce e proprio attraverso questa sperimentazione i due artisti svilupparono una nuova corrente astratta.

Già dal 1911 Sonia Delaunay applicò la sua ricerca all’arte, alla grafica, legatoria, decorazione, arredamento e moda. Nello stesso anno nasce la prima opera d’arte applicata astratta: un copriletto realizzato con la tecnica del patchwork, formato da pezzi di stoffa di forme geometriche e colori diversi cuciti insieme in una grande e unica composizione.

Nel suo atelier, chiamato Laboratorio simultaneo, vengono realizzate le sue prime opere di sartoria di stile “simultaneo”. Sono abiti, sciarpe, borse, cappelli, con disegni geometrici e colori basati sulla legge ottica dei contrasti simultanei. Questo tipo di effetto ottico si ottiene quando si accostano tinte tra loro opposte, che se avvicinate aumentano la propria luminosità. Ciò accade soprattutto accostando i colori complementari.
Dopo quelle prime esperienze, la Delaunay lavorò nel campo della moda per tutti gli anni ’20, dedicandosi contemporaneamente anche alla pittura e considerando i due campi strettamente connessi. Gli abiti simultanei della Delaunay sono costituiti soprattutto dai colori, e sono molto semplici, poiché le forme dritte e il taglio mettono in evidenza le composizioni geometriche e valorizzano il cromatismo.

Nel 1913 realizzò i primi collages “simultanei” e portò avanti insieme a Robert gli studi sulla rifrazione della luce. Tra questi, un grande olio su tela dal titolo Le Bal Bullier, del 1913, giocato su compenetrazioni cromatiche e dinamismo formale e il celebre Prismi elettrici, un pastello eseguito su carta di soia, del 1914. L’opera di Sonia Delaunay ha avuto un importante impatto anche sulla moda, poiché l’artista si dedicò alla produzione di stoffe stampate e abiti di tendenza astratta.

Grazie all’Orfismo, ancora oggi, ci accorgiamo di quanto possa essere stato importante per l’arte ma soprattutto per la moda donando alle future generazioni uno stile prospettico, dinamico e colorato.

di Michele Vignali

www.michelevignaliblog.wordpress.com

L’orfismo è ancora molto attuale e fonte di ispirazione per designer e stilisti di fama internazionale. Ho realizzato  questa moodboard per poter ringraziare Michele Vignali dell’articolo redatto e per enfatizzare lo stile orfista nella moda e nell’arredamento.

cover

I colori accesi, urlati, definiscono il design geometrico realizzato da cerchi, rettangoli e trapezi conferendo dinamicità e prospettiva allo spazio. A sinistra ho selezionato l’abito Roksanda con la madia disegnata da Alessandro Mendini per Cleto Munari, con abbinate le décolleté Alice+Oliva, handbag Cleto Munari. A destra opera di Sonia Delaunay con credenza Cleto Munari.

www.roksanda.com

www.cletomunari.com

www.alice+oliva.com

Moodboard copyright Alvufashionstyle

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