Seconda parte: Storia della moda italiana di M. Vignali

60s-minidress-twiggy-mary-quantNel precedente articolo (CLICCA QUI), avevamo trattato la nascita della moda Italiana, citando alcuni stilisti che avevano creato il pronto moda, come ad esempio, Pier Cardine che faceva in modo che la moda francese regnasse ancora sovrana. In questo periodo anche l’Italia avrà un nome di prestigio altisonante, ovvero Walter Albini, grande ideatore e curatore della nuova moda.

Ed è proprio in questo periodo che si innesta quel meccanismo commerciale per il nuovo settore pubblicitario che porterà alla nascita dell’editoria specializzata con i primi fashion magazine.
Alla fine degli anni ‘60 la contestazione politica coinvolge anche il mondo della moda. La rottura col passato diventa evidente soprattutto tra i giovani e nascono movimenti come gli yuppie che rivoluzionano completamente il modo di essere e di apparire.

La stilista londinese Mary Quant crea la minigonna, simbolo della moda di quegli anni. Essa infatti assurge al significato di giovinezza, libertà, movimento, emancipazione della donna. Fu una vera rivoluzione che andava a stravolgere i canoni estetici, tanto che ancora oggi, non è mai esistito uno stravolgimento simile vissuto in quegli anni. Improvvisamente l’emisfero femminile ha voglia di capi informali. Il ‘68 investe anche l’Italia e negli anni ‘70 gli operai iniziano una serie di scioperi e di occupazioni delle fabbriche che portano alla crisi del settore tessile.

Molti paesi superarono questa crisi decentrando la propria produzione: gli Usa nelle aree satellite del Centro America, la Francia nell’Africa del nord, la Germania nell’Est europeo. L’Italia, non avendo aree satellite è costretta a ripiegare sulla propria struttura interna industriale. L’intera produzione tessile viene decentrata in un articolato sistema di piccole e medie imprese. Tale soluzione porta grande innovazione nella produzione grazie alla flessibilità, ovvero alla capacità di cambiare rapidamente il genere produttivo.

Artefice di questa idea è stato Marco Olivetti che riesce a rivitalizzare l’industria tessile grazie al rapporto instaurato con gli stilisti e in particolare con Giorgio Armani. Tale connubio tra moda e industria, creatività e imprenditoria, segna la nascita del Made in Italy.

È proprio grazie all’incontro e alla collaborazione tra questi due mondi così diversi che, negli ultimi 20 anni del 900, si afferma la moda italiana nel mondo.
Negli anni ‘70 il rapporto tra moda e industria diventa sempre più stretto e si instaurano i primi licencing, ovvero i primi rapporti di licenza del marchio.
Gli stilisti si trovarono così a fondere, in modo ancora più netto, la loro arte con il sistema della produzione industriale. Nel 1975 nasce la Giorgio Armani SpA che lancia una linea di “prêt-à-porter” maschile e femminile con undici nuovi punti vendita. Nel 1981 il marchio si afferma come grande marchio mondiale con la presentazione del suo primo profumo e l’apertura di negozi in tutto il mondo. Il Made in Italy frutto di una lunga e proficua cooperazione tra cultura, arte, artigianato, abilità manifatturiera, territorio e memorie storiche è riuscito a costruire, nel corso degli anni, la più importante filiera d’occidente, e per quanto il meccanismo di falsificazione possa essere spietato e aumentato in maniera esponenziale non riuscirà a raggiungere i suoi stessi obiettivi. Questo successo è dovuto soprattutto alla capacità di poter creare i propri tessuti, le stampe, di poter avere degli accessori in linea con lo stile della collezione e questo proprio grazie al fatto che dal filato alla tessitura, dalla tintura al taglio, alla confezione il prodotto è tutto Made in Italy.

Da questo breve excursus storico si può comprendere come la moda italiana alla fine sia giovane e sostenuta da tante persone creative, positive, dotate di talento, grazie alle quali abbiamo ricevuto in eredità un estremo gusto estetico che ci ha permesso di conquistare un primato mondiale nella creazione artigiana e sartoriale del “fatto a mano”. Spero che questo racconto vi possa permettere di avvicinarvi di più al mondo della moda, Calla sua evoluzione a questo mondo magico e fantastico. Non mi resta che augurarvi: “Che il fashion sia sempre con voi”.

di Michele Vignali

www.michelevignaliblog.wordpress.com

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