Storia della moda: dall’800 agli anni ’60 di M. Vignali

L’origine della moda è molto antica. Probabilmente, inizia con la stabilizzazione dei popoli nomadi e successivamente si trasforma durante gli anni, i secoli, in un continuo e inarrestabile processo evolutivo.

Ancora oggi la moda subisce continui cambiamenti, poiché è la stessa società a mutare, nelle abitudini culturali. Tuttavia, si cerca sempre di attingere dal passato per creare o rivisitare il nuovo. La celebre frase di Coco Chanel, in cui affermava che: ‘’la moda passa ma lo stile resta’’, ne è appunto un esempio.

Alla fine dell’Ottocento, tutto era affidato al lavoro delle singole sartorie. L’alta moda, così come la conosciamo oggi, nasce in effetti a Parigi agli inizi del 900. Sembra che il capostipite fu l’inglese Charles Frederick Worth, che approdato nella capitale francese, appena ventenne, aprì una sartoria in Rue de la Paix, iniziando così a firmare e presentare le sue creazioni una volta l’anno, vestendo Dive del cinema, come Eleonora Duse e Sarah Bernhardt, la principessa D’Austria e la Zarina di Russia.

Grazie a Worth, non solo si definisce una nuova figura sartoriale quale il Couturier (il creatore) ma si deve, sempre a lui, la nascita degli atelier in Francia. Le donne, dunque, iniziano a frequentare i laboratori sartoriali e non saranno più i couturier a incontrare i clienti nelle proprie residenze.

La vera consacrazione dell’alta moda avviene però nei primi anni del 900 in occasione dell’Esposizione Internazionale al Papillon d’Elegance, dove le vecchie sartorie trasformatesi in “maisons” (case di moda), presentarono per la prima volta le loro creazioni a un pubblico internazionale.

In Italia, invece, si comincerà a parlare di alta moda solo nel 1949, terminata la guerra. Infatti, la moda italiana diventa un cult internazionale quando le sorelle Fontana balzano alla ribalta grazie al vestito da sposa realizzato per Linda Christian in occasione del matrimonio con Tyrone Power.

In quegli anni, gli americani prendono possesso di Cinecittà e il cinema da quel momento porta molto lavoro alle sorelle Fontana ma anche ai nuovi stilisti nascenti quali: Emilio Federico Schubert, Valentino, Roberto Cappucci, Iole Veneziani, Biki, Germana Marucelli. Il boom degli anni ‘50 consente di essere più competitivi con Paesi come la Francia, da sempre leader del settore.

La prima sfilata italiana, alla quale si fa risalire la nascita dell’alta moda italiana, avviene a Firenze ad opera del marchese Giovanni Battista Giorgini che il 12 febbraio 1951 organizza nella sua casa fiorentina il “First Italian High Fashion Show”. Con fervida determinazione riesce infatti a convincere i presidenti dei magazzini americani a venire a Firenze e il giorno dopo le sfilate di Parigi ne organizza una con dieci stilisti italiani, ciascuno dei quali presentava diciotto modelli.

All’High Fashion Show partecipano oltre alle sorelle Fontana, Emilio Schubert, la casa di moda Fabiani, Noverasco, Veneziani e anche Germana Marucelli, anticipatrice del new look di Christian Dior. Il gruppo dei compratori (buyers), rientrò in America talmente entusiasto che quando Giorgini organizzò la seconda sfilata arrivarono ben 300 ospiti. Fu un successo strepitoso tanto che il comune di Firenze, per la sfilata successiva, autorizzò la location di Palazzo Strozzi prima e Palazzo Pitti successivamente. Molti stilisti iniziarono a creare il pronto-moda, ovvero il prodotto di alta moda confezionato ad hoc, per essere fruibile non solo da un élite ma anche per le persone meno abbienti.

Il primo a intraprendere questa strada è stato lo stilista francese Pierre Cardin, seguito ben presto da altri atelier. Anche in Italia nasce così il prêt-à-porter. Le boutique più importanti iniziarono a vendere non più abiti su misura ma confezionati in taglie, adattabili quindi a tutti i clienti e a costi più accessibili. La qualità dei vestiti era comunque molto alta, grazie anche ai tessuti selezionati: vengono utilizzate infatti stoffe pregiate, seconde solamente a quelle inglesi.

Spero che questo sunto, vi abbia fatto apprendere che la moda italiana alla fine è giovane ed è nata in un periodo molto vicino a noi. Dobbiamo tantissimo a questi creativi, che sono stati capaci con determinazione, ed estro di realizzare capi talmente esclusivi che sono entrati a far parte della nostra storia culturale e sociale e in questo modo, abbiamo avuto l’opportunità di affinare gusto e bellezza.

Ho tentato di raccontare la storia della moda, riassumendo tutto in pochi passi, fino agli anni Sessanta. Vi starete però chiedendo cosa succederà dagli anni Sessanta in poi e allora vi invito a rimanere connessi sul canale Vintage-Amarcord perché nel prossimo post vi racconterò gli altri cambiamenti.

di Michele Vignali

Michelevignali.wordpress.com

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