Il Futurismo incontra la Moda di M. Vignali

Ispirazione a Balla di Angela Malinconico

Ispirazione a Balla di Angela Malinconico

E la Moda incontra il Futurismo: così nasce il primo connubio tra Moda ed Arte. Parliamo di una corrente di pensiero che ha influenzato il campo artistico e letterario per eccellenza e che ha origine dalla pubblicazione dal Manifesto Futurista di Filippo Tommaso Marinetti nel 1909 a Parigi.

Alla base del movimento c’è la ricerca di un linguaggio moderno, fatto di codici, segni particolari e suoni non comuni alla società dell’epoca: era giunto il tempo di un nuovo messaggio di modernità al mondo!

I futuristi esaltavano la tecnologia, le macchine, la luce, la velocità. Molti artisti dell’epoca, cominciarono ad esplorare il mondo con nuovi occhi, studiando prospettive diverse, fino a sviluppare un’ideologia di vita che li porterà a rivoluzionare tutti campi, compresa la moda ed il costume. L’abito viene reinterpretato, assumendo così un aspetto colorato ed innovativo, al passo con il cambiamento dirompente dell’epoca, in quella che fu chiamata una “ricostruzione futurista dell’universo”.

Questo movimento risveglierà l’interesse per la moda e verrà accolto in Italia, da una gran parte di giovani creativi, attratti dalla totale libertà, nel riuscire a progettare forme dal design asimmetrico coniugandole a forti contrasti di colore e volume, ‘’per l’animazione irruente del corpo’’.

In Italia Giacomo Balla, pittore, scenografo ed artista pubblicherà l’11 settembre 1914 sul manifesto futurista il Vestito Antineutrale, nel quale proponeva di: ‘’Colorare l’Italia di audacia e di rischio futurista e dare finalmente agl’ italiani degli abiti bellicosi e giocondi, abolendo tutte le tinte neutre e le fogge pedanti, professionali e teutoniche’’. Tutto questo serviva per rompere con i vecchi schemi e superare le tradizioni borghesi: l’invito dei futuristi mirava a guardare oltre.

L’abito doveva dunque essere asimmetrico, dinamico, colorato in contrapposizione al grigiore angusto, formale e ‘’dittatoriale’’ dell’epoca. Giacomo Balla è uno dei primi a sperimentare l’unione tra moda e arte e propone, in versione maschile capi dai tagli diagonali.

L’analisi del movimento spinge Balla a focalizzare l’attenzione sul mondo delle automobili e cerca di riprodurre la sensazione della velocità del veicolo in corsa, attraverso l’uso ricorrente di triangoli, luci, ombre, linee curve e diagonali in modo da creare effetti prospettici originali.

Questa nuova tecnica è rintracciabile nelle sue tele: “Profondità dinamiche”, “Velocità astratta” e “Velocità d’automobile”, identici motivi astratti che hanno ispirato il design di prendisole, golf e vestiti femminili.

Per la società la nuova moda diventava simbolo di trasgressione e proprio per questo il fine del futurismo era quello di destabilizzare l’apatia sociale con una rivoluzionaria carica energetica.

La novità risiedeva anche nel concetto di presentare un vestito allo scopo di accrescere le attività industriali e dare un continuo godimento del nuovo al nostro corpo. A questo proposito l’invenzione della Tuta di Ernesto Thayaht rimarrà una pietra miliare come l’abito più confortevole per eccellenza.

Una visione dell’universo assolutamente inedita, che ancora oggi ricordiamo con interesse insieme a uno dei suoi più grandi sostenitori, appunto Giacomo Balla, che dimostrò in tutta la sua vita un eclettismo inarrestabile, dove tutto e in primis le persone, diventavano un’opera d’arte.

Il futurismo condiziona anche la moda femminile con la nascita del   Manifesto della moda femminile futurista di Volt, apparso in «Roma Futurista» del 29 febbraio 1920. Fu estremamente significativo per l’esplicito interesse dei futuristi nei confronti del sistema della moda femminile, ritenuta da Volt essere «stata sempre più o meno futurista».

Balla dedica gran parte della propria creatività al mondo femminile attraverso accessori moda come cappelli e borsette ma anche gilet, capi in maglia e abiti femminili. L’illustrazione di Angela Malinconico è dedicata alle ultime due tipologie e si ispira ad un bozzetto per stoffa sui motivi di “linee andamentali e circolpiani” datati 1925-30. 

La grande creatività che ha mosso i futuristi, il coraggio della ribellione, la volontà di creare un concetto stilistico del tutto originale, quasi un inno al futuro. Spesso mi chiedo: come ci vestiremmo oggi se la rivoluzione messa in atto da quel gruppo di giovani visionari non fosse mai esistita?

Senza di essi avremmo ancora abiti grigi, colori spenti, pochissimo confort senza alcuna originalità. Per fortuna non è andata così…

di Michele Vignali

www.michelevignaliblog.wordpress.com

Illustrazione di Angela Malinconico

Leggi altri articoli ispirati al futurismo QUI

Copyright Alvufashionsyle

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: