Storia di AltaRoma di Michele Vignali

Fonte tv.fanpage.it

Nel 1871, Roma subisce una forte trasformazione politica, economica, culturale e di costume. L’insediamento della corte sabauda, l’avvento del personale «ministeriale», con i suoi nuovi standard di vita e di consumo, la socializzazione delle donne nei salotti e nei caffè, sono all’origine di una vera e propria «corsa a Roma» alla ricerca dei migliori sarti provenienti da tutte le province italiane.

Roma Capitale, diventa protagonista indiscussa dell’alta sartoria maschile e femminile, sinonimo di artigianalità e di eccellenza italiana.

È così che comincia una storia destinata a crescere in modo vorticoso: dalle vetrine dei negozi della Roma di fine Ottocento, alla nascita degli abiti confezionati presenti nei grandi magazzini del primo Novecento.

Meticolosità, precisione nei tagli e nei ricami a mano, diventano gli elementi più ricercati dai Vip e dai reali del tempo, che approdavano a Roma per commissionare le creazioni su misura.

Successivamente, con i primi tentativi di indipendenza femminile, la moda diventa “autarchica”, ispirata ai modelli francesi a differenza di quella maschile che rispecchiava il conformismo più rigido dello stile inglese.

Nascono gli Atelier fino alla fondazione delle prime case di moda e all’affermazione delle griffe dell’alta sartoria romana, che diventa punto di riferimento della cosiddetta “Hollywood sul Tevere”.

Meritano menzione la prestigiosa sartoria delle Sorelle Fontana, entrate a far parte della storia del costume e dell’haute couture e che al tempo aveva creato un ponte di eccellenza sartoriale nell’universo moda tra l’Italia e gli altri Paesi del mondo.

Roma diventa la capitale della moda in un mondo fatto di tanti Atelier nascosti per la città che lavorano ancora oggi in sordina per creare abiti eleganti e raffinati unici e senza tempo. Couture che raccontano qualcosa di personale o di storico ma che in tutto questo puntano verso l’unicità che li contraddistingue.

In questi anni si è parlato anche di abolire l’AltaRoma, a mio parere penso che sia una cosa errata e inammissibile, in quanto si tratta di un vero e proprio trampolino di lancio per i giovani stilisti emergenti e le persone che lavorano con dedizione per creare pezzi unici. Penso, oltremodo, che questa kermesse di livello internazionale svolga un ruolo di cruciale importanza strategica nel settore moda e sia un modo per continuare a dare un messaggio positivo di unicità italiana a livello globale.

Michele Vignali

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http://www.altaroma.it/

 

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