Firenze: il Cortile di Michelozzo ospita l’artista Elisabetta Rogai

Elisabetta Rogai - Ph Fabrizio Gaeta

Elisabetta Rogai – Ph Fabrizio Gaeta

Quando l’arte si individua anche nel vino, in una sera calda di luglio ci si incontra, avvolti e stimolati dal luogo, Palazzo Vecchio, la “Casa” dei fiorentini. Un luogo, che non a caso, assume un significato: la ricerca e la materializzazione di un progetto che Elisabetta Rogai esprime in maniera armoniosa declinando le tante forme d’arte.

Maya Design Firenze ha allestito con sapienza e creatività il grande cortile di Palazzo Vecchio, valorizzando il contesto già presente delle scenografiche colonne bianche, degli stucchi e dei tralci e soprattutto del rinomato putto del Verrocchio sospeso nel tempo. Un progetto per niente intimorito dalla maestà dei luoghi, creato dalla designer d’interni Sofia D’Amico.

Simone Mencherini orafo, con i suoi meravigliosi gioielli, ha illuminato la calda notte d’estate, con sprazzi di luce e bagliori di pietre, predisponendoli su orci di terra rossa dell’Impruneta prestati dalla più antica fornace, la centenaria Mital della famiglia Mariani.

Biochef e il suo executive chef Domenico Cilenti, attivo sul territorio con corsi di formazione professionale per cuochi bio nell’anno dell’Expo, hanno entusiasmato, durante la serata, con la “cucina senza fuochi”.

Una performance sorprendente di instant cooking basata sulla rapida creatività, efficiente, allegra e colorata cucina dai mille prodotti a disposizione.

Bio Smart City per muoversi in città su allegre e veloci auto elettriche, compatibili all’ambiente, eleva Firenze a “città intelligente” che usa l’innovazione per diminuire il consumo di energia, gestire meglio i rifiuti, abbassare il livello del traffico.

Elisabetta Rogai condivide il pensiero con i suoi partner di una visione dell’arte che qui è espressa nella materia, nel tempo, nello spazio, nel movimento, nel colore.

Grazie all’attenta intuizione della D.ssa Cristina Giachi, Vicesindaco del Comune di Firenze, che saluta idealmente l’artista fiorentina, in procinto di dipingere il Drappellone dell’Assunta del Palio di Siena il 16 agosto prossimo, ne emerge un universo variegato e scintillante, dove protagonista privilegiata è l’arte della Rogai che abbraccia in un cerchio virtuale Biochef, Smart City, Maya, Mital e Simone Mencherini.

Espediente espositivo ma soprattutto evocazione emblematica di una dimensione condivisa, ogni progetto diventa Arte e primo attore, dialogando  fra di loro in un raffinatissimo linguaggio dove  il pubblico si rende conto che anche il vino proposto da Elisabetta Rogai non ha nulla di casuale ma si inserisce con perfezione in questo quadro, tra Forme d’Arte e pecorino che riporta l’etichetta disegnata dall’artista con le Cantine L’Arco, Cappella Sant’Andrea, Villa Pillo e la Fattoria Valacchi,  vini toscani di consistenza, intensi e semplicemente buoni, tanto da gustarli e non solo usarli per dipingere,  con un sottile  piacere. La serata si fonde diventando una cosa unica e armonica, materia plasmata da mani colte, che sanno dare, hanno validi motivi per dare…ma Firenze è anche questo!

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PH FABRIZIO GAETA

Comunicato Stampa

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