Da Pitti a Kioto: I kimono di Ichimoku sfilano a Palazzo Coppini

Un evento esclusivo si è svolto il 18 giugno a Firenze, presso il prestigioso e storico Palazzo Coppini, teatro e fulcro di un incontro tra culture diverse: la città culla del rinascimento ha accolto in un gemellaggio, per il 50° anniversario, la nipponica Kioto. Promotori dell’evento la Fondazione Romualdo del Bianco e l’Istituto Internazionale Life Beyond Tourism.

Sembra incredibile ma a pochi passi dalla Fortezza da Basso, dove si stava svolgendo una delle manifestazioni più importanti a livello internazionale sulla moda maschile, sfilavano all’interno del Palazzo, in una suggestiva location, gli abiti realizzati dal marchio giapponese Ichimoku, fondato nel 1980, che ha proposto alcune creazioni ispirate al tradizionale Kimono e al Samue, abbigliamento da lavoro dei monaci zen, rivisitati interamente con originalità in chiave contemporanea.

L’intento, come spiega la casa di moda, è quello di riportare in auge la cultura degli abiti giapponesi, poiché i prezzi alti e la difficoltà di indossarli quotidianamente, hanno allontanato le persone da questo tipo di cultura. Ichimoku, che da tempo si occupava di Kimono, attraverso ricerca e sperimentazione ha proposto e puntato su uno stile nuovo realizzando la collezione Mon e perseguendo l’ideologia di Wakonyosay.

Si è dunque assistito ad una Japan Fashion Week a Palazzo Coppini e hanno offerto addirittura ai presenti un’esperienza unica e indimenticabile, quella di indossare le stesse creazioni, imparare la consueta vestizione, partecipare ad un’incantevole cerimonia del tè e ad una degustazione di sake, in una location d’eccezione, quale è Palazzo Coppini.

Un’emozione indescrivibile indossare un kimono, sicuramente per ciò che rappresenta: eleganza composta nei gesti nel piegare e sistemare la stoffa intorno alla silhouette, seguendo la perpendicolarità dei fianchi femminili. Le ampie maniche come quelle delle farfalle, esaltano la particolarità e il fascino di questo capo, inoltre, la cinta diventa parte indispensabile del Kimono ed esistono diversi modi per poterla legare: a fiocco semplice, complesso o integrato con cuscino, che aiuta a mantenere la postura eretta e raffinata.

Ogni gesto è intriso di significato, persino nel ripiegare il kimono dopo l’uso. La stoffa deve seguire il taglio dell’abito, in modo da comporre sempre un quadrato perfetto.

E’ stato interessate poter ammirare da vicino le squisite sculture in miniatura giapponese del Seishu Netsuke Art Museum, realizzate in avorio e in legno, la cui origine risale probabilmente al XV secolo. La mostra è stata organizzata da Ichimoku e Ikuo Hitomi, insieme ad un’esposizione di Kimono moderni da uomo intitolata “Kimono Suits”. Meravigliosa è stata la mostra fotografica di Kimono, Kimono dress e abiti da sposa Kyokane della gentilissima Hoshino Tsuji, trasformati e adattati alla moda occidentale.

Gli abiti che hanno sfilato, indossati da bellissime ragazze occidentali, evocavano l’eterea bellezza di una botticelliana Venere in stile nipponico contemporaneo, trompe-l’oeil di una incantevole tela di Hokusai a Palazzo Coppini, in pieno centro a Firenze. Il Kimono più suggestivo, attrazione della mostra, quello realizzato a mano con migliaia di fili di platino, ricamati sulla pregiata seta cangiante blu notte, un incantevole Haiku da indossare. La raffinata bellezza dei petali di un nobile crisantemo, che nella cultura giapponese, diversamente da quella occidentale, diventa emblema da contemplare per forma e sfumature. Questo meraviglioso fiore, secondo le credenze nipponiche, allungherebbe la vita ed è un simbolo di augurio.

Da Pitti a Kioto, un momento unico e indelebile, due modi diversi di concepire la moda, due storie del costume a confronto, unite rispettivamente da una tradizione artigianale e sartoriale secolare, in cui passione, costanza e meticolosità fanno da collante a quel patrimonio culturale comune a tutti i popoli.

La sfida del marchio nipponico Ichimoku è quella di riuscire ad esportare la cultura del Kimono dal Sol Levante in Occidente, speziare la contemporaneità con un sapore antico dal gusto esotico in una idilliaca unione tra Cio-cio-san e Pinkerton.

Un ringraziamento speciale va alla Fondazione Romualdo del Bianco e all’Istituto Life Beyond Tourism, a Lisa Ciardi impeccabile Ufficio stampa e ph. dell’evento e alla squisita delicatezza di Hoshino Tsuji della Kyokane, per l’accoglienza e per lo splendido Kimono che mi ha offerto in regalo!! Arigatò!

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WWW.ICHIMOKU.CO.JP

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