Un Palazzo e la città – Recensione della mostra di Ferragamo

Orologio della mostra

Un successo annunciato l’inaugurazione della mostra “Un Palazzo e la città” al Museo di Ferragamo sulla storia del prestigioso e storico Palazzo Spini Feroni, in via Tornabuoni a Firenze. Un excursus storico che permette al visitatore di fagocitare la cultura, l’arte, la bellezza della città “culla del Rinascimento italiano” che quest’anno festeggia il 150esimo anniversario di Firenze Capitale del Regno d’Italia.

La mostra, aperta dal 8 maggio 2015 al 3 aprile 2016 è a cura di Riccardo Spinelli esperto, curatore e autore di numerose pubblicazioni sull’arte toscana e dalla direttrice Stefania Ricci, responsabile degli eventi culturali della Ferragamo in tutto il mondo e collaboratrice d’eccezione della prestigiosa Galleria del Costume di Palazzo Pitti.

Quest’anno la mostra si è avvalsa di un’altra elevata mente creativa, quella dello scenografo Maurizio Balò, curatore di costumi e produzioni per il teatro di prosa, rappresentante nei più importanti teatri italiani.

Un percorso di dieci sale, che offre al visitatore una visione sincretica della rilevanza storica, architettonica e artistica del Palazzo Spini Feroni, del mondo di Ferragamo e dalla cultura fiorentina.

Un viaggio immaginifico scandito dal tempo di un grande orologio, le cui lancette muovono al contrario e che avvicina l’ospite alla vita del “calzolaio prodigioso”: Salvatore Ferragamo, conosciuto in tutto il mondo per l’arte della calzatura. Protagonisti della prima sala i 650 modelli da sera e 250 da giorno, realizzati insieme alla figlia Fiamma, mentre all’interno delle teche, si possono ammirare le rinomate zeppe, più esclusive degli anni trenta e quaranta.

Il logo della mostra raffigura una panoramica di Firenze a 360°, ispirata alla magnificente vista che si gode dalla sommità merlata del Palazzo e che rievoca un’incisione di Ramsey Richard Reinagle.

Le origini del Palazzo risalgono al 1289, costruito dopo l’alluvione che distrusse l’abitazione degli Spini, ricca e potente famiglia, proprietaria di una delle prime società bancarie d’Europa, di cui si può ammirare il secentesco dipinto che riproduce l’albero genealogico, con i nomi degli avi.

Committente dell’edificio fu Ruggeri, detto Geri, persona più illustre del casato. L’immagine del Palazzo è stata più volte soggetto di opere di successo, come ad esempio quelle di Giuseppe Zocchi, che lo ha più volte riprodotto con angolature diverse, sia su tela che su incisione, lo stesso contributo lo lasceranno diversi artisti italiani e stranieri come Thomas Patch.

Merita sicuramente una visita approfondita la terza sala con la statua dedicata a Dante Alighieri, proveniente dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, scultura purtroppo danneggiata dall’alluvione avvenuta nel 1966. Queste crepe indicano inevitabilmente la grande drammaticità espressiva che emana l’opera. Inoltre, sono presenti all’interno della stessa sala le due sculture di Dante e Beatrice di Giovanni Dupré.

Non tutti sono a conoscenza che il Palazzo tra la seconda metà del XVIII secolo e gli inizi del successivo, fu trasformato da una spregiudicata donna d’affari francese Fanny Hombert, che lo trasformò in un albergo di lusso. In questo luogo, ebbero modo di alloggiare personaggi illustri del tempo, tra i quali il cancelliere austriaco Von Metternich e il compositore Franz Liszt. Nel 1846 il Palazzo fu fondato al comune di Firenze che instaurò la sede e gli uffici amministrativi.  Nel 1871 con lo spostamento della capitale d’Italia a Roma, si rese disponibile il Palazzo Vecchio e il Palazzo Spini Feroni, divenne luogo di interesse per l’intellighenzia del tempo.

La sala otto riproduce il celebre Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux, che dal maggio 1873 al 1898 ebbe sede al piano terra del Palazzo. Il trasferimento dei volumi avvenne in una notte dal Palazzo Buondelmonti, con un’operazione logistica che consentì di trasferire un chilometro di libri.

Nella sala nove si possono ammirare le bellissime immagini a cartolina, disposte su tre carrelli, provenienti dagli archivi fotografici di Alinari e foto Lucchi, suddivisi a tema. Il primo è dedicato alla famiglia Ferragamo a Salvatore e a sua figlia Fiamma; il secondo illustra il rapporto tra il Palazzo e la vita cittadina e il terzo accoglie scatti dell’esterno, realizzati per la mostra dal fotografo Arrigo Coppitz.

Nell’ultima sala si concentrano le opere contemporanee del Novecento. L’allestimento si è ispirato alla prima mostra organizzata da Luigi Bellini nel 1932. Si possono ammirare le opere di Antonio Maraini, di Roger Alfred Michahelles conosciuto come RAM, di Giorgio De Chirico e Mario Tozzi e tanti altri.

Per celebrare l’occasione della mostra è stato realizzato View, il nuovo foulard in seta che prende ispirazione dal logo con la veduta di Firenze a 360°, disponibile in sei varianti di colore.

La Mostra Un Palazzo e la Città è stata organizzata dal Museo Salvatore Ferragamo in collaborazione con ex Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Firenze Fondazione Ferragamo, con il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Regione Toscana Comune di Firenze.

Orario delle visite 10.00-19.30

Per info e prenotazioni visite guidate museoferragamo@ferragamo.com

Tel 055-3562466

Costo del biglietto € 6.00

www.ferragamo.com/museo

Ringrazio vivamente la Fondazione Ferragamo, l’ufficio stampa e soprattutto l’ Organizzazione Mostra di Artigianato e Palazzo, di Palazzo Corsini a Firenze, per l’invito esclusivo all’inaugurazione avvenuta il 7 maggio 2015.

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