La camicia bianca secondo Ferrè di M. Vignali

Illustrazione di Angela Malinconico

Illustrazione di Angela Malinconico

Ogni stilista si è distinto nella moda grazie ad un messaggio diverso, un dettaglio, una linea, una forma, un concetto rivoluzionario e anticonformista: è il caso dello stilista Gianfranco Ferrè, che ha segnato e caratterizzato la moda degli anni Ottanta e la storia del Made in Italy, insieme ad altri stilisti: Armani, Versace, Krizia.

La storia creativa di Ferrè viene ricostruita e raccontata a partire dal suo capo cult per eccellenza: la camicia bianca, un capo reinventato senza sosta per tutta la sua carriera, vero e proprio fil rouge, definito da lui stesso “segno del mio stile”.

Mentre Armani, si ispira all’abito da uomo, realizzando una “uniforme femminile” e preferendo tessuti classici, tipicamente maschili quali i gessati; Gianfranco Ferrè, reinterpreta la camicia bianca da capo prettamente maschile a sinonimo di eleganza e fascino femminile.

Lo stilista innovatore, mantenne come base il colore bianco, rivoluzionando però il tipo di tessuto, sostituendo il classico e tradizionale cotone con le pregiate organze, taffettà e crêpe di seta.

La camicia per la prima volta in assoluto verrà destrutturata e avrà, di volta in volta, il collo all’orlo e l’orlo come collo: l’importante, per lo stilista, era rendere unico e nuovo quel capo, attraverso colli molto grandi, imponenti e maestosi.

Ferrè esaltava le trasparenze date dai tessuti che lasciavano intravedere il corpo femminile, molto spesso nudo e la sensualità veniva vista come rivalsa verso gli uomini: ricordiamo che in quegli anni le donne avevano acquisito quasi tutti i loro diritti abbattendo le distinzioni di genere.

Per lo stilista architetto era fondamentale, dunque, catturare l’attenzione generale su quella camicia bianca portata in un modo rivoluzionario e per alcuni anche scandaloso.

La sua moda si caratterizzava per questo grande amore verso la camicia, sua compagna di viaggio e di successo. Con fervida passione è riuscito a rendere un capo basico un pezzo d’arte, forte, raffinato e lo ha fatto proprio.

Negli anni, ha avuto il merito di vestire le donne con classe ed eleganza, a 360°, donando loro un capo iconico puramente maschile.

Dopo la sua morte, avvenuta nel 2007, nessuno è più riuscito a reinventare la camicia bianca come aveva fatto lui.

A Gianfranco Ferrè, al più iconico e amato dei suoi capi, si propone di indagare al di là delle molteplici declinazioni formali, estetiche e soprattutto poetiche dell’oggetto camicia bianca, la filosofia, il modus operandi e soprattutto la cultura del progetto che caratterizza le splendide alchimie dello stile Ferrè”.

La bellezza è anche questa: essere capaci di identificarsi in un capo e non uscirne mai, perché lo si sente talmente nostro che non se ne può fare a meno.

Copyright di Michele Vignali

Michelevignaliblog

Illustrazione di Angela Malinconico – Docente di Progettazione e Realizzazione del prodotto moda

Museo del Tessuto  – Mostra di Gianfranco Ferrè

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