marzo 2015

La Laguna astratta di Camaiani sfila alla Galleria Cavour

Seducente e raffinata la collezione presentata dallo stilista Vittorio Camaiani presso la rinomata Galleria Cavour di Bologna. Gli abiti ispirati al sublime paesaggio della Laguna di Venezia ne hanno decantato la bellezza, l’eleganza e il ricercato fascino di uno degli scenari più suggestivi al mondo.
Lo sguardo di Camaiani volge verso la romantica Laguna e in un’enfasi romanzesca, riesce a cogliere nei dettagli il sunto dell’idilliaca bellezza coniugandolo all’esclusività dei capi sartoriali “pret-a-couture”, in cui ogni capo diventa protagonista della collezione.
Il design dalle linee pulite e dai tagli trasversali esalta l’eleganza dei tessuti: dal candido lino, ai tenui cotoni sabbia, dalle morbide spugne che riscaldano dalla leggera brezza della sera, alle impalpabili e seducenti sete.

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Storia dello stilista Emilio Pucci di Michele Vignali

ll marchese Emilio Pucci di Barsento nasce a Napoli nel 1914, erede della nobile famiglia fiorentina dei Pucci. Inizia la carriera realizzando le uniformi della squadra di sci dell’università che frequenta e si distingue subito per le creazioni all’avanguardia, particolarmente adatte allo sport.
Nel 1947 un fotografo della celebre rivista Harper’s Bazaar rimane colpito da una donna che scia con una tuta attillata. La foto ottiene un successo tale che il caporedattore chiede al giovane dandy fiorentino di realizzare tute da sci per una linea di moda. Nasce la prima collezione, caratterizzata da stampe multicolor e materiali stretch.
Emilio Pucci vince il Neiman Marcus Award e il Burdine’s Sunshine Award.
Il successo è internazionale. Lancia poi una linea di costumi da bagno, foulard di seta e vestiti estivi con stampe colorate. Emilio viene nominato “il Principe delle Stampe”.

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I Gioielli scenografici di Dario Scapitta

Arte e Design, come Amore e Psiche, si amalgamano e si rincorrono intensamente in un ellenistico e tornito gioco di acuti e bassi materici realizzati con sottilissimi fili di nylon, così, l’innovativa tecnologia sposa la creatività umana dando vita a un’utopica fusione Uomo –Macchina.
L’ispirazione di Scapitta si trasforma in schizzo e attraverso una estrosa “danza del mouse”: plasma, sovrappone, sperimenta e osa, fino a raggiungere quella perfezione morfologica, che solo la tecnologia innovativa di una Stampante 3D, di ultima generazione, può assurgere.
Le collezioni realizzate con fili di nylon decorano il decolleté di una donna enfatizzandone il fascino: la linea Black Rose come una impalpabile texture si fonde con la naturale bellezza della pelle, mentre, la Sparkling dal mood più vivace, è realizzata con uno squisito motivo a cerchi concentrici di diversa misura, un eclatante inno alle bollicine di un nobile Champagne.

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Storia della Bamboo Bag Gucci di M. Vignali

Un classico tra i classici, una vera e propria icona tra le borse che hanno segnato la storia del costume e della moda. Era il 1954 quando per la prima volta la Bamboo Bag, firmata Gucci, esordì al cinema al braccio di Ingrid Bergman, in una pellicola di Rossellini “Viaggio in Italia” e successivamente da Vanessa Redgrave nel celebre film di Michelangelo Antonioni “Blow Up” del 1966.
La Bamboo bag, inoltre, ottenne un clamoroso successo nelle vendite immediatamente dopo che l’attrice Liz Taylor, protagonista del celebre film “La gatta sul tetto che scotta”, fu immortalata sul set in una foto con Paul Newman nel 1959 con indosso la meravigliosa borsa.
Durante gli anni ’60, la Bamboo divenne la borsa delle celebrities per eccellenza.

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Outfit Advartising – Tutti guardano ma pochi osservano: Vuoi essere tra i molti o gli eletti?

L’idea di realizzare un outfit che avesse dei chiari riferimenti alla Pubblicità – Advartising è nata dall’osservazione di alcune tele di Tom Wesselman, pittore, scultore e artista statunitense fautore della pop art (popular art). La mia attenzione si è soffermata sul concetto di Kitsch rappresentato da una insolita natura morta che vede protagonisti oggetti-simbolo della società dei consumi, che hanno caratterizzato i favolosi anni ‘60. La pubblicità nell’accezione di strumento di persuasione è cambiata nel tempo, divenendo sempre più seducente e accattivante.

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