Intervista esclusiva allo stilista Andrea Incontri

Andrea Incontri

Andrea Incontri

Una laurea in architettura e la passione verso l’interior design, una continua ricerca sperimentale e innovativa, unita ad un gusto essenziale, minimal, di cui ne ha fatto il suo tratto distintivo: Andrea Incontri, classe 1971, di origini mantovane, è il giovane stilista che ha riscosso un enorme successo dopo la vittoria nella categoria accessori del prestigioso Talent Who’s on next promosso da Vogue Italia.

Nel 2000, approfondisce la conoscenza sulla pelletteria, in collaborazione con la filiera Toscana. Successivamente, con Pontoglio 1883, storica azienda di velluti pregiati, si appassiona ai tessuti. Dopo diverse collaborazioni con brand quali Fratelli Rossetti, Alcantara, ADD e Aiguille Noire di Peuterey Group, debutta, nel 2009, con il proprio marchio Andrea Incontri. Il concept innovativo, sperimentale e tecnico-funzionale, diventa il tratto distintivo di tutta la filosofia del brand, traducendolo in accessori di pelletteria, calzature e ready-to-wear sia femminile che maschile.

Nel 2013 con la main SS14, inizia la collaborazione con l’azienda italiana Kabi per la produzione e la distribuzione della collezione di abbigliamento donna. E sempre nello stesso anno, è chiamato a rappresentare l’eccellenza italiana nella sfilata organizzata da Vogue a Dubai.

Dal 2014 Andrea Incontri è stato nominato direttore creativo di Tod’s Uomo. Durante Pitti Uomo 87 a Palazzo Corsini, ha presentato la collezione A/I 2015-2016 alla quale ero presente. (Qui potete leggere l’articolo).

Il 09/12/2014 sul proprio Blog, la Direttrice di Vogue Italia, Franca Sozzani, (Leggi qui), dichiara a proposito dei vincitori dei talent, cito le sue parole, che: “La visibilità del momento deve essere solo lo stimolo iniziale, non il punto di arrivo”. Per lei cosa ha significato vincere nella categoria accessori il prestigioso Contest Who’s on Next?

Quattro anni fa Pitti ha inaugurato il mio percorso professionale con il concorso Who’s on next e sono contento di aver portato nuovamente a Firenze la mia collezione, dove tutto è cominciato.Ritorno al luogo che mi ha dato fortuna con un collezione che si focalizza sugli accessori, da sempre il mio punto forte.

In un momento di estasi creativa, il designer tende ad attingere al proprio know how di conoscenze culturali e trasversali. In che modo riesce a coniugare la Moda agli studi di Interior Design? Quali le differenze e le similitudini tra questi due universi?

Mi hanno sempre affascinato gli arredi, le mie prime esperienze professionali sono state nel mondo dell’interior. Ho iniziato ad interessarmi di moda vestendo gli spazi,in secondo luogo c’è stata la progettazione di prodotti di design. Grazie alle collaborazioni alle quali ho partecipato ho sviluppato una passione incredibile per i tessuti e per i processi produttivi, per creare oggi stoffe che riescono sempre a conquistare.

Cosa ne pensa della tradizione secolare della pelletteria toscana? Detiene ancora il primato di eccellenza del made in Italy nel mondo? Quali dovrebbero essere, secondo lei, le misure per il rilancio della manifattura artigianale della pelle in Italia?

Sin dal passato il mio pensiero fisso nella progettazione è sempre stato l’artigianato, l’eccellenza della manifattura italiana.

Ho provato ad interpretare la sua sfilata A/I 2015-2016 a Palazzo Corsini durante una delle kermesse di moda più importanti a livello internazionale – Pitti Immagine Uomo. L’ho trovata una proposta originale e alternativa, alla tradizione classica occidentale dell’uomo business massificato, grigio e ironizzato da Magritte. E’ riuscito a coniugare l’estetica minimal prerogativa orientale alla funzionalità. Quali sono i punti di forza della collezione? Qual è la sua idea al riguardo?

I pezzi forti della collezione sono sicuramente gli accessori. C’è un equilibrio tra estetica e funzione. Questa sfilata è stato un progetto davvero completo che coinvolge pelletteria, calzature, ready to wear ma che prende le distanze dalle passerelle tradizionali.

L’accessorio diventa protagonista nella sua ultima collezione. L’idea, nasce dalla forma o dalla materia? Le piace più costruire o destrutturare?

Gli accessori sono stati sin dal principio il segno distintivo del mio modo di interpretare lo stile e di tradurlo in materia. Gli accessori sono l’ossatura portante di questa collezione, borse e calzature sono il fulcro di questa stagione. Grandi classici reinterpretati in chiave ancora più contemporanea.

Qual è il suo concetto di eleganza?

In tre parole : attitudine, disinvoltura e sottrazione

Per il prossimo futuro, cosa ci dovremo aspettare da tutto questo fermento di idee e di giovani talenti che si affacciano nel multiforme mondo della moda? E da lei, che ne è l’alfiere riconosciuto, cosa dobbiamo aspettarci?

Per il futuro mi piacerebbe raccontare il mio progetto attraverso un negozio monomarca. È una grande impresa e vorrei aprirlo a Milano, la città dove tutto ha preso forma

Copyright esclusivo Alvufashionstyle

http://www.andreaincontri.com/

Si ringrazia per la squisita disponibilità l’Ufficio Stampa di Andrea Incontri

 

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