Dicembre: Un caffè con Lilly e Alvu – Tessuti connettivi e tecnologia indossabile

 

Due Paesi diversi ma su molti versanti simili, un ponte interattivo tra Portogallo e Italia: Lilly’s Lifestyle Alvufashionstyle si incontreranno ogni mese in un caffè virtuale per conversare sulle socio-dinamiche della moda. Questo spazio virtuale sarà disponibile mensilmente su entrambi i blog e si potrà partecipare commentando negli spazi sottostanti.

Ultimo caffè dell’anno con Alvu. Oggi parliamo dell’utilizzo del Hi-tech nella moda.

Buona lettura!

Lilly e Alvu

Lilly e Alvu

Alvu: Cara Lilly, noto che siamo sempre più invasi e dipendenti dalla tecnologia hi-tech. L’altro giorno leggevo nel n. 772 (Dicembre 2014) di Vogue Italia, un’intervista diGianluigi Recuperati a Mark Parker, Presidente e Amministratore delegato della multinazionale Nike. Parker ha dichiarato che: “La tecnologia sarà così integrata, in ogni fase del processo sociale e psicologico che le persone si aspetteranno di avere feedback tecnologici su tutto ciò che stanno facendo, dallo sport al vestirsi…Tutti gli strumenti parleranno l’uno con l’altro, ci sarà una comunicazione totalmente fluida e si genereranno nuove aspettative”. Quanto c’è di vero in questa affermazione e come la moda, attraverso l’uso di polimaterialitessuti touch interattivi (e-textile), stampe 3D, sta mutando?

Mary Huang

Mary Huang

Lilly: È un tema per me molto importante, sin da quando ho aperto il mio blog ricerco e scrivo del connubio “fashion e nuove tecnologie”. Ho scritto di tessuti che reagiscono alle emozioni, di stampanti 3D per auto fabbricarsi scarpe a casa, ecc.. Sicuramente è un campo giovane e c’è ancora molta ricerca da fare, soprattutto per abbassare i costi. È ovvio che grandi marche, che hanno importanti finanziamenti, possono sperimentare e vendere capi originali, ma non so fino a che punto tali creazioni possano essere prodotte su grande scala e non restare di nicchia per pop star eccentriche. Un po’ come il caso dell’abito in Giappone autopulente, uscito credo 3 anni fa o giù di lì. Sono casi rari che dopo poco finiscono nel dimenticatoio.

Alvu: Già immagino come la nostra vita potrà essere condizionata dai sensori che andremo ad indossare e dagli stessi abiti realizzati con tessuti connettivi: durante il nostro tragitto quotidiano, mentre facciamo sport, andiamo a lavoro o semplicemente le nostre preferenze last minute, viaggi, tempo libero e shopping. Qualsiasi nostra iniziativa, potrà essere tempestivamente captata e inviata come flusso di informazioni appannaggio di alcuni negozi, i quali provvederanno ad inviarci attraverso dispositivi mobili, promozioni e recensioni adeguatamente selezionate in base alle nostre scelte e gusti. Dove andrà a finire la nostra privacy? E’ spaventoso!!

Lilly: Ma quale privacy? Nel momento in cui apriamo un blog, ci colleghiamo il telefono a casa, compriamo il cellulare, ci iscriviamo ai social network abbiamo detto addio alla nostra privacy. Sinceramente non credo che un vestito con tessuto intelligente possa dar fine alla mia privacy ma anzi può portare benefici (tempo, interazioni, ecc…) interessanti. Già eviteremo per esempio di torturare poveri animali per meri scopi estetici. Hai letto del Cicret, braccialetto che proietta sul nostro braccio (schermo) le informazioni internet? Lo trovo interessante.

Inoltre pensa agli usi creativi che potranno scaturire da questi nuovi mezzi. Tu compreresti per esempio una stampante 3D per creare i tuoi propri accessori? Io si, e in realtà ci stavo già pensando visto che non costa molto. Purtroppo quel che costa è la materia prima che poi vien tagliata dal laser.

Alvu: È che tutto questo controllo spazio-temporale mi spaventa. Anche se non bisogna dimenticare che esiste il lato creativo! Tempo fa ipotizzai anche io l’acquisto di una stampante 3D! Ma mi resi conto di alcuni limiti: il costo dei materiali ma soprattutto lo spazio. È essenziale un laboratorio, in quanto le polveri che scaturiscono dalla lavorazione di determinati materiali plastici e gomme, potrebbero risultare cancerogene. Almeno così leggevo tempo fa sul web, che ne sconsigliava l’uso casalingo. Ma ti volevo parlare di un’altra invenzione particolare: le scarpe dotate di porta USB capaci di ricaricare un dispositivo mobile attraverso il movimento motorio dei piedi! Oppure, il tessuto che misura il nostro battito cardiaco, pulsazioni, temperatura corporea e che si auto controlla moderandosi in base a quella esterna. Sembra quasi che la fantascienza uraniana e Asimoviana stia diventando una realtà! Lilly, quale di queste invenzioni vorresti trovare sotto l’albero?

Lilly: Delle scarpe USB non sapevo nulla, mi piacerebbe saperne di più, ma per ricaricare dobbiamo camminare con il filo collegato al dispositivo? Rispondendo alla tua domanda, sotto l’albero mi piacerebbe trovare un DASH (non il detersivo per la lavatrice, esiste ancora?).  Ne parlai tempo fa. È nuovo sistema wireless per ascoltare la musica liberi da ogni cavo o dispositivo. Dotato di un sistema di isolamento acustico, sarebbe l’ideale per i rumorosi voli che prendo. Mi incuriosisce anche la nuova marca (italianissima) CuteCircuit, il nome è geniale. Il brand ha creato un’applicazione per iPhone, che trasforma i nostri abiti in telefoni. Hanno debuttato lo scorso ottobre all’Innovation Week e già si parla molto di loro. Tu invece? Cosa vorresti trovare sotto l’albero?

Alvu: Sotto l’albero vorrei trovare un dispositivo capace di prevedere e prevenire i terremoti, che frenasse l’impulso omicida delle persone, tipo Minority Report, senza alcun processo alle intenzioni e un pane, come recita la poesia di Gianni Rodari: “così grande da sfamare tutta la gente che non ha da mangiare”. E con questi buoni propositi ti ringrazio per questo interattivo caffè pre-natalizio e ti auguro di trascorrere delle feste serene in pace e armonia!! Tanti Auguri Lilly!!

Lilly: In realtà già esistono ma poi la stupidità umana, la politica quella legale e quella non, fanno finta di non vedere e sapere. Io ho solo una speranza/desiderio per il 2015: che non peggiori. Tantissimi auguri anche a te e ci risentiremo nel 2015 per il nostro prossimo caffè!

 

 Altri articoli sulla tecnologia indossabile e-textile clicca qui

Per gli altri caffè con Lilly e Alvu qui

Sylvia Heisel.com 

CuteCircuit.com

Vega Zaishi Wang

4 Discussions on
“Dicembre: Un caffè con Lilly e Alvu – Tessuti connettivi e tecnologia indossabile”

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: