Costume Colloquium IV – Colors in Fashion – Parte II

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Il meraviglioso viaggio sulle sfumature sociali del colore, continua attraverso Costume Colloquium IV – Colors in Fashion, il simposio internazionale che ha visto protagonista la Toscana e la città d’arte Firenze. Costume Colloquium IV si è concluso domenica 23 novembre 2014 con la visita al Museo Archivio presso la Villa Granaiolo della famiglia Pucci (prossimo argomento del blog ndr) e al Teatro del Popolo di Castelfiorentino con il magnificente Museo Benozzo Gozzoli.

Durante il secondo giorno Kate Strasdin – Lecturer and Curator, Falmouth University Devon, UK – Ha presentato un attento studio sulle scelte cromatiche di Alessandra Principessa di Danimarca, sposa di Edoardo Principe di Galles (1863-1910). La Strasdin ha scoperto, tra tutti i tipi di palette di colori esistenti, come l’argento predomini sugli abiti sfoggiati durante le visite ufficiali della Principessa. Gli abiti indossati da Alessandra, dettarono moda, in quanto venivano interpretati dalle riviste, quali il Times, come una forma di comunicazione non verbale. Le cromie preferite dalla giovane consorte erano molto vivaci, caleidoscopiche, e sprigionavano energia e vitalità.

Subito dopo la morte del figlio, Alessandra soffrì molto e questo si ripercosse sulle scelte degli abiti che divennero semplici e di una bellezza più naturale. Modificò il tipo di palette prediligendo toni tenui, polverosi ed opachi. Tuttavia, gli abiti di Gran Gala e da sera, nonostante il colore scuro come da etichetta venivano impreziositi minuziosamente da cristalli. Queste decorazioni erano così estese e dettagliate che Alessandra sembra brillare come una stella nella notte. La sua maestà doveva essere rappresentata non attraverso l’uso di capi sontuosi ma di abiti eleganti ornati con ricami d’oro e d’argento. Dopo la fine degli anni ’60 si ammalò di una malattia grave, degenerativa che colpì l’udito e preferì ritirarsi a vita privata.

E’ stato interessante scoprire come le scelte cromatiche reali potessero sortire effetti sulla popolarità dell’intera famiglia.

Notevole l’approfondita ricerca sulla scelta degli abiti di Don Pedro I e la corte imperiale del Brasile – di Maria Cristina Volpi – Associate Professor, Universidade Federal do Rio de Janeiro, Brazil. Verde e giallo sono diventati i colori ufficiali attraverso un decreto. Peculiare scoprire che attraverso l’uso di questi colori si dimostrava formalmente una completa rottura con il passato e quindi con la vecchia dinastia.

Ma il colore, soprattutto su un’alta uniforme, può essere considerato, anche un segnale di appartenenza politica alla casa reale, indicatore di uno status sociale. Ce lo ha dimostrato Deirdre Murphy – Curator- Historic Royal Palace – London UK che ha preso in esame, dettagliatamente, le scelte economiche di Lord Boston. Quest’ultimo, da giovane, aveva infatti investito tantissimo nel farsi cucire su misura due uniformi.

La prima più informale, di colore blu, l’altra, un’alta uniforme: blu, rosso e oro. Le bande di foglia di quercia indicavano l’alto rango di appartenenza sociale.

Colletto e polsini scarlatti, indicavano che apparteneva alla famiglia reale. Nel mondo della sartoria, era noto, che un’uniforme di corte, attirava l’attenzione, più era alto il suo costo. Avendo speso molto, nel 1886 il primo Ministro gli scrisse una lettera in cui vietava l’uso dell’alta uniforme a corte, dovette, dunque intercedere la Regina affinché, Lord Boston, potesse nuovamente indossarla durante le più importanti uscite di rappresentanza.

Eravate a conoscenza che la causa di innalzamento dell’indice dei decessi, in epoca antica, potesse essere attribuita alle tinture degli abiti? Alison Matthews David – associate Professor, School of Fashion, Ryerson University – Toronto, Canada, ci ha spiegato il diffuso uso dei pigmenti arsenicali utilizzati per rendere il colore verde più brillante. Questi coloranti provocavano gravi eruzioni cutanee, intossicazioni e potevano portare addirittura alla morte.Anche il color malva poteva contenere l’anilina.

Continua…

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