L’Art Brut dei folli sugli abiti di Virginia Burlina

Virginia Burlina - Fonte Elle Magazine

Virginia Burlina – Fonte Elle Magazine

La creatività è indice di sensibilità. E’ un’indole che rispecchia quella capacità intrinseca di riuscire ad osservare tutto ciò che ci circonda da una prospettiva diversa, apportando un quid ad un qualcosa di comune, valorizzandolo ed elevandolo ad opera d’arte.

L’occhio del creativo si distingue nello scrutare, con meticolosa attenzione descrittiva, ogni singola parte e in base all’intuito e alla passione, sviluppa un senso, un nuovo progetto, una nuova identità.

Ma spesso il creativo è un disadattato, un outsider sociale, un emarginato schiavo della sua stessa follia. Per Shopenhauer: “Genio e Follia hanno un qualcosa in comune: entrambi vivono in un mondo diverso da quello che esiste per gli altri”. Nasce l’Art Brut, l’arte dei Borderline, di coloro che “vedono oltre”, abituati a vivere la propria esistenza ai confini della società razionale, poiché dotati di una sensibilità amplificata, al di fuori della norma. Soggetti con sofferenze, traumi psicologici e che attraverso l’Arte scoprono una sorta di terapia per curare la propria psiche.

L’inconscio diventa una tela bianca e l’artista folle esprime la propria rabbia, quel senso di non appartenenza al reale, l’angoscia esistenziale per non essere compreso un senso di solitudine che come un vortice lo attanaglia.

Dalle pulsioni interiori che lo tormentano, riesce a trovare sostegno nella creatività, in quell’empito dalle funzioni apotropaiche che lo esaltano ad artista incompreso.

La Fashion Designer Virginia Burlina è una pioniera nell’aver sublimato l’Art Brut nella sua collezione “Lunatica”. Essere o non essere? In o Out? Questo è il dilemma! E’ impressionante la sensibilità e l’acuta genialità creativa della stilista friulana che durante un’intervista al magazine Elle ha raccontato di essersi ispirata:” all’outsider artist Sir Marguerite, che dopo essere stata abbandonata all’altare il giorno del suo matrimonio, impazzita, era stata ricoverata in un ospedale psichiatrico. Qui, nella speranza di poter rincontrare un giorno il suo amato, aveva iniziato a tessere un abito nuziale usando i fili che prendeva dalle lenzuola dell’istituto. L’idea drammatica e naive dell’amore ispiratami da questa artista mi ha spinta a immaginare cosa potrebbe fare una donna con il cuore in pezzi. E così ho iniziato a raccontare una mia storia sugli abiti attraverso ricami realizzati con perline e attraverso stampe che ho disegnato cercando di proiettarmi nel personaggio. Del resto ognuno di noi almeno una volta nella vita può capire cosa significhi impazzire per amore”. (Clicca qui per leggere l’intervista integrale).

Virginia Burlina, iscritta alla Facoltà di Giurisprudenza, a due esami dalla Laurea, è entrata a far parte della prestigiosa Royal Academy of Fine Arts di Anversa. L’originalità assoluta della Burlina si evince nel riuscire ad interpretare le proprie collezioni, come fossero dei personaggi e si esprime attraverso i loro stati d’animo quali angosce, rabbia, momenti di irrazionalità, paure e come una stilista legata all’anima, ricuce gli strappi, penetra nei significati più reconditi ed escatologici per esaltare la bellezza interiore, presente nella follia degli outsiders. Una moda sociale, capace di intraprendere un percorso psicanalitico e interpretativo e che per la prima volta in assoluto ha come soggetto l’emancipazione dei più emarginati.

Da Polyvore un outfit dedicato alla Fashion Designer Virginia Burlina 

Polyvore - Alvufashionstyle - Virginia Burlina

Polyvore – Alvufashionstyle – Virginia Burlina

 Copyright Alvufashionstyle

Fonte consultata (intervista a Virginia Burlina: il talento italiano di Anversa 2014 – Rilasciata ad Elle Magazine – Giulia Pacella, 19 giugno 2014)

Photo Credit: Lee Wei Ewee

 

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