I Tagli di Lucio Fontana sugli abiti di Chiara Boni

Chiara Boni - La Petite Robe

Chiara Boni – La Petite Robe

Il buco è l’inizio di una scultura nello spazio. I miei non sono quadri ma concetti d’arte”. (Lucio Fontana).

La matematica parte dallo zero. Lo zero è nullo, ragion per cui, aggiungendo una miriade di altri zeri non aumenta di valore. Perché lo zero possa diventare Uno ci vuole un intervento esterno.

La geometria euclidea, invece, inizia dal Punto, che rappresenta un’astrazione mentale essendo privo di dimensioni e quindi inesistente nel reale. Ma se ad un punto, aggiungiamo un altro punto, dunque, un altro niente, ecco che abbiamo la Linea che per definizione è una conseguenza di punti.

Per ottenere il piano euclideo, abbiamo bisogno di quattro punti nello spazio. La pittura, avendo due dimensioni è un piano euclideo, quindi, ogni opera d’arte pittorica divide l’universo in due semi universi: uno visibile e l’altro invisibile.

A questa bidimensonalità, si è cercato di sopperire attraverso il chiaro scuro, la prospettiva, e nella pittura rupestre utilizzando le gibbosità della roccia. La pittura è dunque rimasta per secoli un’opera bidimensionale. Ma nel momento in cui,  Lucio Fontana, attraverso l’uso di un taglierino fende la tela, ecco che l’opera d’arte non si oppone più all’universo ma filtra attraverso essa, liberamente. Per la prima volta possiamo spingerci oltre la placenta, oltre il guscio, in quel mezzo universo che ci era precluso. (cit.Francesco Franco Esperto IRRSAE Calabria).

Ispirata all’essenza e all’astrazione delle rappresentazioni mentali dei celebri “Tagli” di Lucio Fontana, la stilista fiorentina Chiara Boni celebra l’artista contemporaneo durante la Milan Fashion Week 2014, con quattro sublimi creazioni.

La Designer, realizza un inedito concetto di abito: il taglio indica un passaggio attraverso la texture, indossata come una tela e l’osservatore percepisce questa fessura come il risultato stilistico di un estro creativo libero e anticonvenzionale.

Un’eleganza affine al concetto di infinito, un invito a “guardare oltre” l’estetica, come immagine del bello, evidenziando l’idea di un’essenzialità recondita, celata interiormente da un universo femminile ancora tutto da scoprire.

La cromaticità della Boni ricorda i quattro elementi vitali: blu acqua, rosso fuoco, giallo sole e nero spaziale, rivisitati in chiave contemporanea attraverso una corposità intensa del colore.

Il taglio dell’abito esalta lo straordinario gioco tra luce ed ombra e la tensione della stoffa rievoca lo stesso rilievo con cui Fontana frappone il concetto di bidimensionalità tra tela e spazio, tra una realtà vissuta e una sconfinante metafisica.

Una dimensione visibile e un’altra invisibile, che solo l’occhio perspicace di una mente aperta al nuovo, riesce a cogliere, tanto da rimanerne incantato dinanzi a un qualcosa di così inavvertitamente astratto.

Un elogio all’arte contemporanea, in un connubio di Arte e Alta moda che ha avuto come cornice la suggestiva location milanese della Sala Fontana presso il Museo del 900, con una delle più affascinanti viste sul Duomo.

La stilista Boni, con La Petite Robe, riconferma lo stile che l’ha resa famosa, attraverso la stessa combinazione di colori intensi fil rouge della collezione PE 2015.

Meravigliose frange e suadenti onde avvolgono il corpo femminile prolungandolo verso l’infinito, mentre le silhouettes poste come installazioni artistiche, siedono come tableaux vivant scultoree su mura dipinte, come delle vere e proprie opere d’arte.

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www.chiaraboni.com

Si ringrazia per la concessione delle immagini Ufficio Stampa www.claragarcovich.it

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