ottobre 2014

Un caffè con Lily e Alvu… Oggi discutiamo di Street Style

A: Si, ho letto! Sono rimasta basita, sbalordita dalla notizia. Com’è possibile che sia riuscita con soli 12 euro di outfit, a scatenare uno tsunami mediatico? Cos’è successo al Sistema Moda? Possibile che una persona “improvvisando” un abbinamento, tra l’altro arrangiato, possa diventare un’icona di stile?

L: Sì, infatti, sono rimasta basita anch’io. Però, anche se credo siano provocatorie, le affermazioni di Hannah hanno pur sempre un fondo di verità. Lei dice su VICE: “Chiunque sia dotato di un paio di pantaloni e uno smartphone può fare la fashion blogger. Indossate qualcosa, fatevi una foto, caricatela su Instagram (con il tag #OOTD per fugare ogni dubbio) e poco dopo pubblicate l’immagine di unghie laccate a coccinella o una bottiglia di succo di aloe vera. Ecco fatto, ora siete anche voi delle fashion blogger!”.

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Il settecento contemporaneo ispira la collezione PE 2015 di Caterina Gatta

Dallo sfarzo dei salotti, Caterina Gatta affina il gusto, restituendo, in chiave contemporanea, la raffinata eleganza, lodando la semplicità delle linee e del design, così squisito, da ricordare le pregiate porcellane della Richard Ginori 1735. Il bianco candido della ceramica sposa l’oro dei motivi a giglio, mentre, il rosa del floreale, ricorda il profumo inebriante delle rose del giardino di Versailles, dei nobili thè, delle sontuose fontane scultoree che scintillano al sole, con un leggiadro gioco d’acqua.
Gli imperanti volumi dell’epoca si affinano, mentre la lunghezza dei capi celebra la regalità della corte francese. Ogni mise della collezione ha un’armonia a sé stante, un minuetto di colori e tonalità che varia dal delicato rosa del fiore di mandorlo, al tenue giallo dei primi raggi primaverili, dal blu intenso dei grappoli a spiga dei lussureggianti Muscari, allo spontaneo e brillante verde erba.
La collezione PE 2015 di Caterina Gatta, rievoca, la squillante Primavera di Vivaldi rivisitata da Max Richter, in un crescendo di emozioni, di linee stilizzate, come fossero chiavi di violino su uno spartito stagionale. Le gonne a ruota sono petali di soffici campanule, le frange, i sofisticati giochi di luce della rugiada.

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L’Art Brut dei folli sugli abiti di Virginia Burlina

L’originalità assoluta della Burlina si evince nel riuscire ad interpretare le proprie collezioni, come fossero dei personaggi e si esprime attraverso i loro stati d’animo quali angosce, rabbia, momenti di irrazionalità, paure e come una stilista legata all’anima, ricuce gli strappi, penetra nei significati più reconditi ed escatologici per esaltare la bellezza interiore, presente nella follia degli outsiders. Una moda sociale, capace di intraprendere un percorso psicanalitico e interpretativo e che per la prima volta in assoluto ha come soggetto l’emancipazione degli emarginati.

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Furla PE 2015 e la Neo Pop Art di Maho Tonouchi

Estrose, caratterizzate da un allure postmoderno, ispirate alla corrente artistica neo pop, le borse presentate da Furla durante la Milan Fashion Week PE 2015.

Protagonista dell’intera collezione sono le chiazze, gli spruzzi cromatici dal colore denso, corposo che spicca sulla base monocromatica bianco ottico e nero lucido. La tinta sgocciola grondante dalla parete, per colare liquefatta sulla borsa, generando uno spiazzante impatto visivo nell’osservatore.

Un turbine di cromaticità sembra aver “imbrattato” le bellissime borse ma in realtà la macchia dona a tutta la collezione un notevole effetto artistico neo pop anni ‘90 a cui si è ispirata la prestigiosa illustratrice giapponese Maho Tonouchi che ha collaborato al design dell’intera gamma.

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I Tagli di Lucio Fontana sugli abiti di Chiara Boni

Ispirata all’essenza e all’astrazione delle rappresentazioni mentali dei celebri “Tagli” di Lucio Fontana, la stilista fiorentina Chiara Boni celebra l’artista contemporaneo durante la Milan Fashion Week 2014, con quattro sublimi creazioni.

La Designer, realizza un inedito concetto di abito: il taglio indica un passaggio attraverso la texture, indossata come una tela e l’osservatore percepisce questa fessura come il risultato stilistico di un estro creativo libero e anticonvenzionale.

Un’eleganza affine al concetto di infinito, un invito a “guardare oltre” l’estetica, come immagine del bello, evidenziando l’idea di un’essenzialità recondita, celata interiormente da un universo femminile ancora tutto da scoprire.

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