Dai Labirinti di Escher alla moda interpretata di Vittorio Camaiani

Dopo la surrealista collezione “Gocce dalle Nuvole di Magritte” e la poetica “Fili di Parole, Pagine di Abiti” con versi di Leopardi e D’Annunzio trascritti sulle raffinate mise, Vittorio Camaiani, stilista dotato di uno sconfinato senso artistico innovativo e sperimentale, trionfa all’Alta Roma con i “Labirinti di Escher”.

Geometrie impossibili, stati percettivi spiazzanti, prospettive assurde riconducono l’individuo nel caos angosciante della modernità. Camaiani grande cultore e appassionato d’arte, sensibile al sociale, esprime, attraverso la sua ultima collezione, una visione di una realtà incerta, enigmatica, lacerata da profonde spaccature esistenziali prodotte da scelte, in cui l’individuo è chiamato a rispondere in un breve lasso di tempo.

Una collezione attuale che conduce ad uno scenario in perenne metamorfosi, il cui unico filo conduttore viene rappresentato da una spirale realizzata in tessuto che trae origine dalla testa, quindi dalla mente, come un sentiero di pensieri che volge al termine su un ampio cappotto. Quasi fossero idee contorte e ricorrenti, quotidiane psicosi ossessivo-compulsive.

Un’infinità di opzioni, dettate da probabili futuri che l’individuo, in quanto uomo, è chiamato a scegliere, come un escursionista pronto ad intraprendere un sentiero non segnalato, il cui esito o meta porta definitivamente all’errore o alla salvezza.

Una femminilità rapita, sospesa, avvolta, in cui Camaiani, come Teseo, ci invita a riflettere ponderatamente, attraverso un fantomatico e utopico “Filo di Arianna”, una soluzione definitiva ad ogni problema della nostra esistenza, capace di spazzare e travolgere qualsiasi ostacolo che si antepone alla felicità. Quell’appagamento e l’equilibrio interiore che trova nutrimento in un legame indissolubile pronto a superare gli ostacoli della vita: l’Amore verso se stessi e gli altri.

Un inno alla sensibilità femminile, ad un’apparente fragilità che trova forza e vigore nell’affrontare la vita di tutti i giorni. Camaiani ci prospetta un sentiero alternativo e innovativo rispetto al labirinto di Escher, che si esprime scegliendo l’ignoto ma con la positività e la consapevolezza che qualcosa si raggiungerà.

Una collezione intensa, dai plurimi significati, che ispira alla vivida contemplazione, ornata di una cromaticità essenziale, brillante, arricchita di un grafismo geometrico ricorrente ed imperante.

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http://www.vittoriocamaiani.it/

Un ringraziamento speciale e di profonda stima va a Vittorio Camaiani

Per ulteriori approfondimenti tra l’Arte di Escher e la moda cliccare qui

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