Quando la moda ci osserva

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Occhi che ti osservano, scrutano, analizzano, nel modo di essere e apparire. Gli occhi non hanno genere come i giudizi, i punti di vista. Sono anatomicamente diversi: azzurri, neri, castani e riflettono come uno specchio i nostri pensieri, gli stati d’animo, le paure, i sogni.

Lo sguardo ci permette di comunicare con gli altri, di sorridere, di emozionarci, di trasmettere le nostre passioni e sicuramente di osservare i colori, gli oggetti reali, gli individui.

Il globo oculare ha rappresentato nell’arte un elemento carico di simbologia onirica e surrealista. Basti pensare a pittori quali: Magritte, Salvador Dalì, Escher che lo hanno sublimato attraverso stati di riflessione e interpretazione.

Cosa accadrebbe se fossero gli oggetti ad osservare noi e il nostro comportamento?

In Le Portrait del 1935 Magritte dipinge una semplice fetta di prosciutto con un occhio, con accanto delle posate, utensili comuni, che usiamo quotidianamente a tavola. Eppure, osservando l’opera, dopo uno spiazzante turbamento iniziale, ci si interroga sulla rappresentazione dell’oggetto in sé, ossia, di un uso ripetitivo di armi da taglio su una fetta di bovino che ci osserva in maniera inquietante stimolando la nostra coscienza.

Nel dipinto intitolato il “Falso Specchio”, l’iride raffigura un cielo sereno, limpido e la pupilla, posta in posizione centrale riproduce il sole. Nella metafora surrealista: “l’occhio riflette il mondo esteriore oppure è una trasparenza di quello individuale interiore?”.

Salvador Dalì fautore della corrente surrealista realizzò delle bellissime opere orafe tra cui spicca “L’Occhio del Tempo”. Lo scorrere prezioso di un attimo si misura nello sgorgare di una lacrima che giunge al termine. Ci appare, questo gioiello come una storia di un istante non vissuto.

Artefatti figurativi carichi di significati surrealisti sono presenti ancora oggi, in molte creazioni realizzate da fashion designers. Gli abiti della collezione del rinomato brand Au Jour le Jour di Mirko Fontana e Diego Marquez, ne sono un esempio. I due designers interpretano un look contemporaneo e pop art attraverso stampe originali da un mood easy-chic.

Le celebri borse spagnole dal simbolismo onirico e dai significati interpretabili di Ines Figaredo. La linea di ballerine realizzate dalla It Girl Chiara Ferragni, che strizza l’occhio ai passanti e che dona ad una semplice calzatura un look e make up brioso e accattivante.

Il bellissimo top a stampa bicromia, nero su bianco di Elisabetta Franchi. Kenzo e la vibrante gonna rossa che ci osserva inquietante come il mitologico Argo dai cento occhi. Oggetti comuni che attraggono, quotidianamente, la nostra attenzione e che invece vengono reinterpretati fornendo un loro punto di vista.

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