MODA, ARTE E GOURMET: UN OUTFIT CONTRO LA MAFIA

terre libere dalla mafia

Nell’immaginario collettivo, un look deve essere ben organizzato, innovativo e rendere chi lo indossa glamour e accattivante. Lo stile deriva dal modo di essere, di concepire, di raggiungere una consapevolezza di sé. Se l’apparenza a volte inganna è perché tendiamo ad interpretare la forma e non la sostanza.

Ci si sofferma sulla qualità del prodotto, la provenienza delle materie prime, pretendiamo la qualità assoluta, valutiamo il contenuto ma non la sua espressione.

Può una mise trasmettere dei valori abbinata a sapori, profumi, immagini che ne esaltano la bellezza e che in ogni contenuto racchiudano significati intrinseci ed interpretabili? Si può contemplare prima di indossare? Può un’opera d’arte contenere più significati se contestualizzata ad altre opere? E infine, la bellezza assoluta può essere confinata ad una mera espressione?

In questo outfit ho cercato di  rappresentare in un mix di emozioni completamente antitetiche: da una parte un Sud Italia glorificato dalla sua stessa bellezza, con i Bronzi di Riace, il mare cristallino, la vegetazione ricca di piante grasse, agrumi, ulivi e querce secolari e l’antica Enotria colonia greca, terra del vino; dall’altra, purtroppo, il sacrificio di un’immagine straziata e mutilata dagli orrendi fatti di cronaca imputati alle organizzazioni mafiose, ramificate come una piovra e insediate a livello globale.

Protagonista, centrale è l’abito disegnato dalla maison Dolce & Gabbana che celebra le origini del Sud colonia classica della Magna Grecia. La solenne bellezza è celebrata dalla stampa nero su bianco di uno scenografico tempio dorico che ritrae l’incontaminata e maestosa bellezza delle colonne tipicamente scanalate.

In alto a destra una succulenta composizione culinaria, esempio di alto Gourmet realizzata e idolatrata dallo Chef calabrese Filippo Cogliandro che ci offre in una combinazione di colori, profumi e sapori: “Tentacoli di Polipo su dadolata di zucca”. La cromaticità ben si abbina all’intero outfit, sull’agrumato dolce, spicca la nuance del rosa polipo, suggerendo un contenuto di sensazioni eccezionali.

Filippo Cogliandro è un coraggioso paladino che si è ribellato alla mafia e all’imposizione del pizzo, rinunciando alla scorta e raccontando la sua storia ai giovani, sostenendo e infondendo coraggio attraverso eventi culinari quali: “Le Cene Della Legalità”, perché come sostiene lo stesso Cogliandro: “Il silenzio Uccide…”. (Fonte Cristina Vannuzzi articolo: La Cena della Legalità di Filippo Cogliandro Montecatini Lions Club).

Non potevo non menzionare la mia terra e accompagnare lo squisito e articolato sapore della ricetta proposta dal mio conterraneo con un ottimo vino bianco di Bivongi (D.O.C.).

La Calabria o Enotria, terra del vino vanta la coltivazione di antichissimi vitigni, di cui Plinio e Virgilio ne lodavano le caratteristiche uniche. Pare che in epoca greca si conoscessero nella Regione oltre 100 tipi di vitigni diversi. Da qui la scelta del Bivongi D.O.C. Un vino bianco prodotto dalle Cantine Lavorata di Roccela Jonica, rinomata e consolidata famiglia, produttori di vino dal 1958. (fonte www.cantinelavorata.it).

L’outfit è composto dai dipinti del siciliano Gaetano Porcasi, interprete indiscusso di una pittura espressiva e reale capace di far riflettere. I quadri di Porcasi fungono da specchio sociale narrando attraverso i volti sofferenti delle vedove, le urla mute di una comunità, ormai satura dal dolore che intende denunciare e dire BASTA allo sterminio organizzato dalle cosche.

E infine a completare l’outifit la pregiatissima Borsa Gucci creata artigianalmente per mano degli esperti pellettieri fiorentini, le cui frange fluttuanti riprendono la tematica dei tentacoli e quindi della Piovra. La scelta della cromaticità ricade sul rosso sangue, per enfatizzare la crudeltà umana.

Alvufashionstyle

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